...

Osservatorio sul Commercio Mondiale promosso da Rete Lilliput, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Roba dell'Altro Mondo, Mani Tese, Crocevia e Gruppo di Appoggio al Movimento Contadino Africano, tra le organizzazioni promotrici della Campagna Questo Mondo Non è In Vendita e aderenti al network internazionale Our World Is Not For Sale. Un blog per informarsi e capire, ma soprattutto per r-ESISTERE e re-AGIRE
TradeWatch

venerdì, 18 marzo 2005
 

Bush ha scelto il senatore repubblicano dell'Ohio Rob Portman come rappresentante del commercio per gli Stati Uniti. Portman andrà a sostituire  Robert Zoellick passato al Dipartimento di Stato.

"Per mantenere la nostra crescita economica e creare nuovi posti di lavoro è necessario aprire i mercati esteri ai prodotti statunitensi. Rob sa bene che fin quando le regole saranno giuste gli agricoltori americani possono competere con chiunque, in qualsiasi momento e ovunque nel mondo". Con queste parole il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha annunciato la sua scelta di nominare Portman come sostituto di Zoellick.
"L'apertura dei mercati e migliori relazioni commerciali - ha affermato Portman - sono condizioni fondamentali per un mondo più pacifico, stabile e prospero". Il prossimo rappresentante nazionale per il commercio condurrà una forte battaglia al Congresso per l'approvazione del Central American Free Trade Agreement (CAFTA), l'accordo di libero commercio con i paesi del Centroamerica. Inoltre,  dovrà  accellerare le negoziazioni per l'ALCA (Trattato di libero commercio delle Americhe) e terminare  il round negoziale avviato dall'OMC a Doha nel 2001.
Gli avversari degli sforzi dell'amministrazione per liberalizzare il commercio affermano che tali politiche hanno fallito, non riuscendo a proteggere i lavoratori statunitensi dalla scorretta concorrenza di quei paesi dove il lavoro costa molto di meno e le leggi in materia di tutela dell'ambiente sono molto più permissive. Nell'agenda del presidente Bush c'è anche il progetto di creare un'area di libero scambio con i paesi del Medioriente. L'espansione del commercio e la crescita economica che ne deriverebbe per i paesi dell'area permetterebbe all'amministrazine americana di raggiungere i suoi obiettivi di lotta al terrorismo e di "diffusione" della democrazia.


Fonte: The associated Press, 17 marzo 2005

posted by tradewatch | 17:05 | commenti