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giovedì, 17 marzo 2005
L'Unione Europea continua a premere per accedere ai servizi idrici dei paesi in via di sviluppo (PVS)
Euroobserver del 16 marzo 2005, riporta delle dichiarazioni sconcertanti sul negoziato per la liberalizzazione dei servizi in ambito WTO.
La Commissione europea continua a far pressione sui PVS per ottenere l'apertura dei loro mercati nei servizi idrici; in cambio offre maggiori opportunità di esportazione al proprio interno in altri settori in corso di negoziato nell'ambito del ciclo di negoziati denominato Doha Round.
Anders Jennsen, della Direzione al Commercio, il 15 marzo ha dichiarato che "stiamo negoziando per ottenere maggiori opportunità per l'industria europea", Jennsen parlava ad un symposium sulla partecipazione estera nei mercati dell'acqua, a margine dei negoziati in corso a Ginevra per il rinnovo dell'accordo generale sui servizi, conosciuto con l'acronimo di GATS.
E' curioso notare che apparentemente l'ostinazione della direzione al commrcio non appare supportata dalle lobby imprenditoriali che negli ultimi tempi si sono un po defilate. Jennsen ha aggiunto che:"pensiamo che sia nel loro interesse [dei PVS ndr]", ed ha parlato delle partecipazioni estere nella distribuzione di acqua potabile già esistenti e dell'importanza di "fissarle" attraverso un accordo internazionale (il GATS appunto), che, sempre per usare le sue parole, "è una garanzia contro improvvisi cambiamenti di politica".
Richard Aylard, tresponsabile di "corporate development and external affairs" per la tedesca RWE Thames Water, una delle principali multi-utility, ha però ammesso di non pensare che "aprendo il mercato dei servizi idrici dei PVS sotto il GATS, si possano raggiungere gli obiettivi necessari per aiutare i paesi poveri a garantire l'accesso all'acqua potabile". Aylard ha evidenziato che l'acqua è un servizio gestito localmente mentre i negoziati GATS avvengono a livello nazionale e questo è un problema.
L'UE preme sui PVS da tre anni ma non ha ancora ricevuto risposte positive nell'ambito del negoziato in corso.
Jennsen ha ammesso che l'Europa non può premere su paesi come India e Brasile per ottenere concessioni che questi paesi non vogliono, ma può farlo sui paesi meno sviluppati, "quello che devono essere preparati ad offrire deve essere relativo a quello che stiamo chiedendo loro", ha dichiarato.
Più arrogante di così!
Article >> http://euobserver.com/?aid=18673&rk=1
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