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TradeWatch

giovedì, 20 gennaio 2005
 

LA PRIVATIZZAZIONE DELLA VITA/1
La Cooperazione Italiana ed il saccheggio della Baia de Tela, in Honduras.
“La posizione della Corte Suprema di Giustizia, che ha dichiarato immotivato il ricorso presentato dal ex-giudice Roy Medina il 27 febbraio del 2004 – che segnalava l’incostituzionalità del Decreto 90-90, che permette l’acquisto di beni urbani in aree sottoposte al regime dell’articolo 107 della Costituzione (che impedisce la vendita di beni entro 40 km dalle coste del Paese, N.d.R.) – dimostra le macchinazioni che sta realizzando l’élite dominante per offrire come una pignatta il paese in generale e le comunità Garifunas in particolare”.
Secondo la denuncia di OFRANEH (ORGANIZACION FRATERNAL NEGRA HONDUREÑA), le dichiarazioni del ministro del turismo di Honduras, Thierry Pierrefeu, il quale ha affermato che solo grazie al Decreto 90-90 sarà possibile attrarre gli investimenti stranieri, necessari a garantire lo “sviluppo economico” del Paese, sono totalmente false.
“Il signor ministro pare ignorare le ‘leggi’ della maquila, per le quali gli industriali si limitano ad affittare spazi nelle zone industriali, senza realizzare alcun investimento importante, così da poter abbandonare il Paese repentinamente come è successo in diverse occasioni”.
Gli investimenti a cui apre le porte il Decreto 90-90 (e gli interessi in campo in questo momento, di conseguenza) non sono però solo quelli di qualche ricco industriale: la nuova legge rende infatti possibile e legale la privatizzazione delle bellissime spiagge di Honduras, dove vive il popolo indigeno dei Garifunas, afrodiscendenti le cui comunità sono dislocate lungo le coste caraibiche di Honduras, Guatemale e Belize, per la realizzazione di mega-progetti eco-etno-turistici, volti a garantire uno “sviluppo sostenibile” nell’area.
E la Cooperazione Italiana è ovviamente in prima fila. Nel maggio del 2004, il Presidente di Honduras Ricardo Maduro si è incontrato a Roma con il capo del governo, Silvio Berlusconi e con i dirigenti della Segreteria Ministeriale della Cooperazione Italiana. Oggetto degli incontri, secondo quanto dichiarato successivamente dalla Presidenza di Honduras, “sarà la partecipazione del capitale italiano al progetto Bahia di Tela che prenderà inizio il prossimo anno e sarà uno dei maggiori fattori di sviluppo turistico sulla costa atlantica”.
Il grande progetto Bahia de Tela, il cui costo stimato va dai 140 ai 200 milioni di dollari, completa quelle politiche che hanno già realizzato, ad esempio, la consegna del 30% del territorio nazionale alle multinazionali del settore minerario, la privatizzazione dell’acqua (cui partecipa anche il Comune di Roma, attraverso la propria controllata ACEA S.p.A.) e la pianificazione di ulteriori privatizzazioni di terre e boschi con progetti finanziati dalla Banca Interamericana di Sviluppo (nell’ambito del Plan Puebla Panamá), dalla Banca Mondiale (nell’ambito del progetto del Corridoio Biologico Mesoamericano), dal Banco Centroamericano di Integrazione Economica, etc.
Il progetto Bahia di Tela prevede, su una superficie di più di 312 ettari che include la zona del  Parco Nazionale Punta Sal, riserva naturale protetta, la costruzione di infrastrutture come sette complessi alberghieri di lusso, 2000 appartamenti, 6 multi-residences per un totale di 168 ville, centri commerciali, parchi tematici e di intrattenimento.
L’impegno del governo italiano è quantificabile per ora in 500 mila euro, che serviranno per finanziare l’elaborazione di uno studio di fattibilità in cui si identificheranno gli interventi (opere di infrastrutture, acqua e bonifica, di regolamento territoriale, restaurazione di immagine urbana, ecc. per un ammontare approssimato di 40.000.000 di euro).
“Il fittizio concetto di sviluppo che impongono i megaprogetti ed i trattati di libero commercio, non sono pensati per garantire una distribuzione equa della ricchezza. Al contrario, nonostante la crescita dell’economia nell’ultimo anno, non ci sono segnali di un reale sradicamento della povertà, che cresce giorno dopo giorno, specie tra la popolazione rurale”, conclude OFRANEH la proprio denuncia.

posted by tradewatch | 16:31 | commenti