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Osservatorio sul Commercio Mondiale promosso da Rete Lilliput, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Roba dell'Altro Mondo, Mani Tese, Crocevia e Gruppo di Appoggio al Movimento Contadino Africano, tra le organizzazioni promotrici della Campagna Questo Mondo Non è In Vendita e aderenti al network internazionale Our World Is Not For Sale. Un blog per informarsi e capire, ma soprattutto per r-ESISTERE e re-AGIRE
TradeWatch

venerdì, 17 dicembre 2004
 
L'Unione Europea ha intenzione di eliminare le sanzioni commerciali contro gli Usa a partire dal primo gennaio prossimo, varate in risposta agli aiuti all'export del govermo americano - previsti dalla Foreign Sales Corporations - e giudicati illegali dal Wto. Il provvedimento europeo, tuttavia, sarà provvisoario, in attesa che vengano chiariti alcuni aspetti controversi. Lo ha affermato il commissario Ue al Commercio Mandelson, che ha giudicato positivamente le modifiche alla legge statunitense apportate da George Bush il 22 ottobre scorso. I dubbi riguardano il fatto che la nuova legge prevede l'erogazione di sovvenzioni per alcune imprese, rispetto alle quali Bruxelles ha chiesto la valutazione di un comitato di esperti presso il Wto. Tra le imprese sospettate di trattamento privilegiato c'è la Boeing, diretta concorrente dell'europea Airbus. Nel 2004 le sanzioni UE hanno raggiunto i 236,5 milioni di euro.
posted by tradewatch | 19:22 | commenti
martedì, 07 dicembre 2004
 

L'UE chiede alla Cina di moderare l'export di tessile
Il Financial Times di oggi riporta la richiesta dell'UE alla Cina, che verrà inoltratat ufficialmente mercoledi, di moderare le proprie esportazioni di prodotti tessili per evitare di "surriscaldare" il settore. Ricordiamo che a fine anno scadrà l'accordo in vigore da diversi decenni che fissa delle quote per ogni paese per l'esportazione di prodotti tessili. Secondo quasi tutti gli osservatori, la scadenza di questo accordo favorirà principalmente la Cina, che può contare su costi di produzione bassissimi, con conseguenze potenzialmente devastanti sia per i paesi occidentali sia per molti paesi del Sud del mondo. Sono infatti diversi i paesi che basano buona parte delle loro economie proprio sulla produzione ed export di prodotti tessili.
Un rappresentante dell'UE ha dichiarato che "la rimozione delle quote si sapeva già dieci anni fa, ma nessuno dieci anni fa aveva previsto che l'industria del tessile cinese sarebbe stata così competitiva... Dovrebbe esserci un po di moderazione". Al momento il governo cinese non ha adottato posizioni ufficiali, anche se il vice ministro degli esteri Zhang Yesui ha dichiarato che "la Cina adotterà un comportamento responsabile rispetto all'indsutria tessile.
Per maggiori dettagli su questo accordo, sulla fine del regime delle quote e le sue possibili conseguenze è disponibile li documento "il mondo della moda al termine dell'era A.C. (Avanti Cina) al link:
http://www.beati.org/wto/home.htm





posted by tradewatch | 12:27 | commenti