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Osservatorio sul Commercio Mondiale promosso da Rete Lilliput, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Roba dell'Altro Mondo, Mani Tese, Crocevia e Gruppo di Appoggio al Movimento Contadino Africano, tra le organizzazioni promotrici della Campagna Questo Mondo Non è In Vendita e aderenti al network internazionale Our World Is Not For Sale. Un blog per informarsi e capire, ma soprattutto per r-ESISTERE e re-AGIRE
TradeWatch

martedì, 28 settembre 2004
 

Wto: Tessili, da domani a Tunisi Conferenza ministeriale Euromed
(AGI) - Bruxelles, 27 set - Con l'avvicinarsi della fine del regime di quote all'importazione previsto dall'accordo Multifibre per il primo gennaio prossimo, l'Unione affila le sue armi ed consolida le alleanze in particolare con l'area mediterranea, dalla quale proviene il 33% delle importazioni comunitarie di prodotti di abbigliamento. A partire da domani i ministri del commercio estero dell'UE e dei paesi vicini del Mediterraneo si riuniranno a Tunisi per una conferenza sul futuro dell'industria tessile e dell'abbigliamento, presieduta dal ministro tunisino del commercio Mondher Zenaidi. I risultati saranno ripresi in una dichiarazione finale in grado di definire una strategia comune di fronte alla sfida della mondializzazione dei mercati. "Per restare competitivi nel settore tessile, - ha dichiarato Pascal lamy, il commissario responsabile del commercio in partenza per Tunisi - si deve creare una zonaintegrata di libero scambio ed investimento, intorno al bacino mediterraneo. E' unendo le nostre forze che faremo, del primo gennaio 2005, l'inizio di nuove opportunita' per questo settore industriale importante". Mpa
Fonte AGI



posted by tradewatch | 04:24 | commenti
lunedì, 27 settembre 2004
 
Il Mercosur aumenta le offerte commerciali all'UE
I paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay) hanno fatto delle nuove offerte all'UE, per cercare di fare ripartire i negoziati commerciali tra i due blocchi ed in vista degli incontri programmati per fine ottobre. Nella nuova offerta, in particolare, vengono aumentati i prodotti che potrebbero essere soggetti all'eliminazione delle tariffe, e si viene incontro alle richieste eurpoee anche nel settore degli appalti ed acquisti pubblici. Aumenterebbe anche l'accesso al settore dei servizi, telecomunicazioni e servizi finanziari in particolare, e verrebbe data una maggiore protezione legale agli investimenti europei in Sud America.
Il MInistro degli Esteri brasiliano Celso Amorin ha commentato che "questa offerta mostra il pieno impegno del Mercosur in questi negoziati e per arrivare ad una rapida conclusione".
Ricordiamo che i negoziati commerciali UE - Mercosur si erano bloccati nei mesi scorsi, proprio perché l'UE si lamentava che le offerte sudamericane di liberalizzazione dei servizi erano insufficienti e squilibrate rispetto a quanto aveva offerto l'Europa in materia agricola. L'offerta sudamericana è valida fino alla fine di ottobre, data entro cui sarà necessario cercare di chiudere l'accordo, prima che la nuova Commissione Europea si insedi.



posted by tradewatch | 14:23 | commenti
lunedì, 20 settembre 2004
 
Scontro tra Kerry e Bush sul commercio internazionale
Il candidato dei Democratici alle presidenziali Usa Kerry ha accusato l'amministrazione repubblicana di non essere riuscita a difendere gli interessi nazionali in seno al Wto. Kerry, in particolare, avrebbe fatto riferimento alla decisione del "tribunale" del Wto che la settimana scorsa ha autorizzato diversi paesi, tra i quali quelli europei, ad applicare pesanti sanzioni agli Usa come risultato di una importante disputa commerciale. Gli stessi Usa devono ora abrogare la legge incriminata, il cosiddetto emendamento Byrd, o prepararsi a pagare queste sanzioni.
"Ancora  una volta l'amministrazione Bush non è riuscita a difendere le imprese ed i lavoratori americani nel Wto, e come risultato, pratiche commerciali ingiuste stanno danneggiando la nostra economia e le famiglie della classe media", ha dichiarato Kerry.
Secondo il Guardian", Kerry avrebbe addirittura ventilato l'ipotesi che gli Usa possano uscire dal Wto se lui vincesse le elezioni di novembre. Il Direttore Generale dello stesso Wto, Supachai Panitchpakdi ha però dichiarato che non crede che questa ipotesi sia possibile, al di là delle dichiarazioni elettorali. "Le persone hanno già utilizzato questa sorta di retorica durante le campagne elettorali, ma poi, quando governano, devono osservare le regole che il loro paese ha sottoscritto" ha replicato Panitchpakdi.


posted by tradewatch | 16:12 | commenti
venerdì, 17 settembre 2004
 

La Camera di Commercio Usa si complimenta con la Cina
Il Financial Times di oggi riporta la notizia che esponenti della Camera di Commercio Usa in viaggio in Cina hanno lodato il gigante asiatico per avere "sostanzialmente rispettato gli impegni in materia di apertura del proprio mercato". Questi impegni erano una parte degli obblihgi assunti dalla Cina come condizione per entrare nel Wto, alla fine del 2001.
Queste dichiarazioni, riprese nell'annuale "libro bianco" pubblicato dalla stessa Camera di Commercio, sono notevolmente diverse da quelle dell'anno scorso, quando le imprese americane si erano lamentate per la lenta implementazione di queste misure di apertura.
Queste dichiarazioni potrebbero ocntribuire a riavvicniare i due paesi, anche se la Camera di Commercio sottolinea che non tutto è stato rispettato. In particolare, gli USa si lamentano per quanto riguarda la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, compresi il rispetto dei brevetti e la lotta alle contraffazioni. In questo delicato settore, anzi, le divergenze sembrano aumentare: gli statunitensi hanno fatto notare che malgrado le nuove leggi introdotte nel 2001, la Cina ha fatto unicamente "dei progressi minimi" per stabilire delle misure effettive nel campo della pirateria e della falsificazione.




posted by tradewatch | 12:12 | commenti
mercoledì, 15 settembre 2004
 

Riparte il Wto dopo il General Council di Luglio
Dopo l'accordo quadro siglato a fine Luglio a Ginevra (vedi documenti da scaricare per un'analisi dei contenuti di questo accordo), e la pausa estiva, il Wto si è rimesso al lavoro, sotto la guida del Direttore Generale Supachai Panitchpakdi, che presiede i lavori della Doha Development Agenda. Il primo compito consiste nel nominare il presidente del comitato sulle facilitazioni al commercio, l'unico dei quattro Temi di Singapore sul quale è stato trovato un accordo per lanciare i negoziati. Secondo il Washington Trade Daily, al momento sembra favorito l'Ambasciaore del Pakistan Manzoor Ahmed, che al momento si occupa di una sezione del negoziato Trips dedicata alla registrazione dei liquori e dei vini.
Anche riguardo all'agricoltura, il presidente Tim Groser dovrebbe riavviare i negoziati permanenti di Ginevra la settimana prossima. I primi incontri saranno necessari per iniziare ad implementare gli accordi di massima raggiunti durante il General Council. In questo incontro, infatti, i diversi paesi hanno preso impegni di massima riguardo tutti e tre i pilastri del negoziato agricolo (accesso al mercato, sussidi interni e sussidi all'export), ma il grosso del lavoro rimane ancora da fare per fissare delle modalità perative e confermare gli impegni annunciati.
Anche il Presidente del gruppo negoziale sull'accordo NAMA, Stefan Johannesson, intende iniziare nelle prossime setimane una serie di incontri informali per cercare di superare le divergenze ancora marcate tra diversi blocchi di paesi.
Secondo diversi osservatori, anche se il General Council di Ginevra ha formalmente riavviato i negoziati dopo i dieci mesi di stallo seguiti al collasso di Cancun, il grosso del lavoro rimane ancora da fare per quanto riguarda la Doha Development Agenda, e l'appuntmento fondamentale per cercare di ottenere dei risultati ocncreti sarà la prossima Conferenza Ministeriale di Hong Kong, a dicembre del 2005.





posted by tradewatch | 11:11 | commenti
giovedì, 09 settembre 2004
 

Lamy: i temi di Singapore sono parte dell'Agenda europea
Secondo diversi osservatori, l'unico risultato positivo del pessimo accordo di Luglio del General Council del Wto è stata l'esclusione ufficiale di tre dei quattro temi di Singapore dall'Agenda di Doha. In particolare, i negoziati su investimenti, trasparenza negli appalti pubblici e concorrenza sono stati definitivamente esclusi da questo round di negoziati.
Intervistato ieri a margine della riunione dell'Asean (coalizione di paesi del sud-est asiatico), il Commissario al Commercio Lamy ha però confermato che l'UE continuerà a cercare di negoziare questi stessi temi con i suoi partner commerciali, nell'ambito di negoziati bilaterali e regionali.
Intervistato dal Jakarta Post, Lamy ha dichiarato che "utilizziamo sempre i negoziati bilaterali sul libero commercio per fare muovere le cose oltre gli standard del Wto. Per definizione, un accordo bilaterale è Wto - plus. Gli investimenti, gli appalti pubblici e la concorrenza sono aree alle quali ci interessiamo sempre nei nostri negoziati bilaterali". Lamy ha anche cnofermato che questi temi non riguardano solo un eventuale accordo con l'ASEAN, ma sono parte fondamentale anche dei negoziati portati avanti in questi giorni con il Mercosur (unione commerciale di Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay più Cile e Bolivia come osservatori), e dei sei negoziati regionali in corso con i Paesi del Pacifico.
Ricordiamo che questi temi di Singapore erano stati respinti dalla quasi totalità dei paesi del sud al vertice di Cancun, risultando uno dei motivi fondamentali del collasso del vertice stesso. Ora l'UE ripropone gli stessi temi agli stessi paesi, nel corso di negoziati bilaterali dove è più facile fare valere il proprio peso economico e negoziale.





posted by tradewatch | 11:17 | commenti
 
Addio sussidi al cotone americano?
E’ finalmente di dominio pubblico la sentenza sui sussidi americani al
cotone, annunciata il 26 aprile scorso.
Il 18 giugno fonti brasiliane avevano anticipato alcuni dettagli, dopo la
consegna alle due parti interessate del testo in inglese della sentenza.
Ieri, 8 settembre, completata la traduzione nelle altre due lingue
ufficiali del WTO (francese e spagnolo), tutti possono leggere le
motivazioni con cui il collegio giudicante, allestito il 19 maggio 2003, ha
condannato gli incentivi che il governo americano elargisce ai suoi 25 mila
produttori di cotone.
Perché il Brasile avviò, il 27 settembre 2002, questa causa?
Perché voleva difendere i propri coltivatori di cotone dalla concorrenza
sleale praticata dagli esportatori statunitensi, capaci di vendere, nel
2001, il loro cotone ad un prezzo inferiore del 61% al costo di produzione.
Il Brasile sosteneva che i sussidi interni e quelli all’esportazione pagati
dal governo statunitense nel periodo 1999-20001 e quelli autorizzati dalla
Farm Bill del 2002 e validi sino al 2007, contravvenivano alle clausole
definite nell’accordo sull’agricoltura e in quello relativo ai sussidi e
alle misure compensative.
Cos’à dichiarato il panel del WTO?
Che la clausola di pace non protegge i sussidi citati perché il valore dei
sussidi americani, negli anni oggetto di contestazione, è stato superiore a
quello del 1992 anno utilizzato come riferimento nella definizione di
questa clausola.
Che i crediti all’esportazione utilizzati oltre che per il cotone, per
soia, mais, riso, semi oleosi costituiscono forme di sussidio
all’esportazione e poiché gli USA non li hanno mai notificati in sede WTO,
sono illegali;
che il programma Step 2 viola l’accordo sui sussidi che impedisce la loro
erogazione vincolata all’acquisto di prodotti nazionali;
che tutte le varie forme di sussidio diretto, dai marketing loan payments
ai counter-cyclical, hanno causato e causano un rilevante danno economico
al Brasile, pertanto non sono sussidi da scatola verde, ma da scatola
arancione.
Pertanto, il collegio giudicante, conclude le 377 pagine del suo rapporto,
invitando gli Stati Uniti ad agire coerentemente con gli impegni assunti
all’atto della firma degli accordi negoziati durante l’Uruguay
Round, “prendendo le appropriate misure per rimuovere gli effetti
distorsivi dei propri sussidi o ad eliminarli”.






































posted by tradewatch | 08:37 | commenti
mercoledì, 08 settembre 2004
 

10 Settembre: giornata di mobilitazione contro il Wto e per la Sovranità Alimentare
Via Campesina ha diffuso oggi un comunicato stampa in vista del 10 settembre, chiamando ad una giornata di mobilitazioni per commemorare il sacrificio di Lee, il contadino coreano morto a Cancun lo scorso anno, e per “fermare il terrore del libero commercio neoliberista”.

Una delegazione internazionale di Via Campesina andrà in Corea del Sud per partecipare alle mobilitazioni organizzate dal Korean People's Mobilization Committee for Food Sovereignty and Rice.
Secondo il segretario internazionale di Via Campesina, Henry Saragih, “in Asia in particolare la protezione della produzione di riso è essenziale. Al momento la produzione contadina è distrutta dalla liberalizzazione del commercio imposta dal Wto e dagli aggiustamenti struturali di Banca Mondiale e Fondo Monetario. In Indonesia, ad esempio, queste organizzazioni hanno portato al taglio dei sussidi per i contadini e ad avere i mercati locali invasi da riso, zucchero e soya di importazione. Oltre a questo non c’è abbastanza terra per i contadini. Una riforma agraria giusta è assolutamente urgente, così come la protezione della produzione di cibo contro il dumping".

Via Campesina chiese che le politiche industriali siano cambiate per orientare la produzione agricola verso i bisogni locali e non verso i mercati internazionali. Il riso, alimento di base per oltre  il 40% dell’umanità, non può essere considerato un bene commerciale. Per l’Asia in particolare, il riso ha un’importanza sociale, culturale e spirituale oltre a quella economica. In Corea del Sud, il riso è coltivato dall’80% degli agricoltori e rappresenta la metà delle entrate agricole. Oggi, la Corea del Sud è autosufficiente solo al 26,9% e questa percentuale cadrebbe al 5% in assenza di riso. L’apertura del mercato del riso distruggerebbe l’agricoltura del paese.

Per maggiori informazioni: http://www.viacampesina.org



posted by tradewatch | 11:15 | commenti
 
Rischio protezionismo negli Usa dopo le sconfitte al Wto
Diversi osservatori internazionali hanno lanciato l'allarme su un possibile aumento di misure protezioniste negli Usa, dopo l'ennesima sconfitta commerciale.
Ricordiamo che la settimana scorsa il Wto ha autorizzato UE, Giappone e altri sei paesi ad applicare pesanti sanzioni commerciali in risposta al rifiuto Usa di abrogare il cosiddetto emendamento Byrd. Questo emendamento, che prevede che i fondi raccolti dagli Usa a seguito dell'applicazione di misure anti-dumping vengano girati alle imprese operative negli stessi settori, è stato giudicato come distorsivo del libero mercato. Si tratta dell'ultimo caso, dopo che nei mesi scorsi il "tribunale" del Wto aveva già dato torto agli Usa in materia di cotone, di acciaio e sui tagli fiscali alle imprese.
Diversi settori  dell'amministrazione stavano già spingendo per favorire la strada degli accordi bilaterali e regionali rispetto a quelli multilaterali, in un clima di forte sentimento nazionalista e mentre gli Usa devono fare fronte ad un enorme deficit commerciale. 
Oltre a potere avere un peso determinante sulle prossime elzioni presidenziali, questi aspetti commerciali saranno al centro del dibattito anche l'anno prossimo: nel 2005 il Congresso dovrà votare l'eventuale proroga della legge che da al Presidente poteri speciali per negoziare gli accordi commerciali, la cosidetta "fast track authority".  Non solo il Congresso sembra al momento restio a concedere questa proroga, ma, secondo il "Business Week", sarebbe addirittura a rischio la stessa permanenza degli Usa all'interno del Wto.
Secondo il Times of India, però, gli Usa non arriveranno a tanto, anche in considerazione del recente ingresso della Cina nello stesso Wto, con la potenziale apertura del mercato del gigante asiatico.



posted by tradewatch | 10:59 | commenti
giovedì, 02 settembre 2004
 

Il Wto autorizza 150 milioni di dollari di multe contro gli Usa
Il Wto ha dato il via libera all'UE e ad altri sette paesi (Giappone, Brasile, Canada, Cile, India, Messico e Corea del Sud), che da oggi possono imporre sanzioni fino a 150 milioni di dollari su prodotti Usa, per il loro rifiuto di modificare una legge giudicata illeggittima dallo stesso Wto. Questa norma, nota come emendamento Byrd, regola il funzionamento delle procedure anti-dumping e anti-sussidio alle frontiere Usa, ed in particolare prevede di ridistribuire alle imprese interessate gli introiti derivanti dall'applicazione delle misure anti-dumping alla frontiera.
Questa decisione rischia di inasprire i sentimenti anti-Wto al congresso Usa, e di aggiungere forti frizioni tra le due sponde dell'atlantico mentre la campagna eletorale in Usa entra nel suo periodo cruciale.
L'UE sta già applicando delle sanzioni su alcuni prodotti Usa per una precedente disputa in materia di benefici fiscali per le esportazioni, mentre altre dispute commerciali sono in corso sugli OGM e sui sussidi al consorzio europeo Airbus.
L'UE ha già steso una lista di prodotti esplicitamente definiti come "politicamente sensibili" per l'Amministrazione Usa su cui applicare queste sanzioni, anche se non è ancora stato deciso quando rendere questa decisione operativa.
Il Commissario Europeo Lamy ha dichiarato che "spero che gli Usa agiscano adesso per rimuovere questa misura, evitando qiundi il rischio di sanzioni". Una dichiarazione comune degli otto paesi intima agli Usa di annullare immediatamente l'emendamento Byrd, mentre gli altri tre paesi che avevano partecipato alla disputa (Australia, Indonesia e Tailandia) non hanno ancora voluto parlare di sanzioni, concedendo agli Usa fino alla fine dell'anno per cambiare la legge.
E' da notare che la Cina, le cui esportazioni hanno subito oltre il 30% delle misure anti-dumping applicate negli ultimi anni alla frontiera Usa, non era tra i paesi che hanno presentato la disputa, e non potrà quindi imporre alcuna sanzione.







posted by tradewatch | 12:15 | commenti
 

L'UE accusa il Mercosur per il blocco dei negoziati commerciali
Il commissario al commercio europeo Lamy ha dichiarato ieri al Parlamento Europeo che "la conclusione di un accordo commerciale tra l'UE ed il Mercosur dipende da decisioni politiche delle due parti, ma soprattutto da parte del Mercosur".
A soli due mesi dalla scadenza prevista per concludere un accordo di libero commercio tra l'UE ed i paesi del Sud America, i negoziati "sono ad un punto difficile" ha riconosciuto lo stesso Lamy. Secondo quest'ultimo, l'UE è pronta ad aprire i propri mercati agricoli ai paesi del Mercosur, ma solo se questi adottano una posizione simile riguardo ai servizi e agli investimenti. In particolare l'UE chiede al Mercosur un migliore accesso per i propri servizi, investimenti e acquisti pubblici, mentre il Mercosur vuole quote maggiori per l'export di alcuni suoi prodotti, come il grano o la carne, senza il limite attuale di dieci anni. Secondo Lamy al momento il negoziato sarebbe "asimmetrico" tra le concessioni proposte dall'UE e quelle del blocco sudamericano.
Ricordiamo che un negoziato sugli investimenti, fortemente voluto dall'UE negli ultimi anni in sede Wto, è stato definitivamente escluso dall'Agenda di Doha il mese scorso. Ora lo stesso negoziato viene riproposto in sede di accordi regionali e bilaterali, dove l'UE spera di potere fare valere meglio il proprio peso negoziale.




posted by tradewatch | 12:13 | commenti
mercoledì, 01 settembre 2004
 
L'obiettivo dell'Unione Europea è il ritiro dell'emendamento Byrd
L'Unione europea non ha ancora deciso se adotterà delle sanzioni contro gli Stati Uniti, come le è permesso grazie a una sentenza di ieri del tribunale commerciale dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), ma userà la minaccia di sanzioni per costringere Washington ad eliminare la legislazione americana ogetto della contesa. Lo ha detto oggi la portavoce del commissario europeo al Commercio, Pascal Lamy. "Discuteremo nei prossimi giorni con gli Stati membri dell'Ue se imporre o no le sanzioni, quando, su quali prodotti e per quale cifra", ha spiegato la portavoce Aranche Gonzalez. Il tribunale della Wto ha dato ieri il via libera all'Ue e ad altri sette paesi che sono partner commerciali degli Usa ad adottare delle sanzioni commerciali. Questa forma di ritorsione è stata autorizzata dall'organizzazione di Ginevra per punire Washington che non ha eliminato un elemento della sua legislazione commerciale - l'emendamento Byrd - che contrasta con lo spirito di libera concorrenza internazionale a cui si ispira la Wto. "L'obiettivo della strategia dell'Ue è chiaro", ha affermato la portavoce di Lamy: "l'eliminazione dell'emendamento Byrd". (Fonte: ApCom)

posted by wto2003 | 22:29 | commenti
 

Zoellick: nessuna modifica ai programmi di sostegno all'agricoltura Usa
Il rappresentante al commercio Usa Robert Zoellick ha dichiarato nei giorni scorsi che l'accordo quadro firmato a fine luglio al Wto non comporterà tagli ai sussidi Usa all'agricoltura. Rispondendo alla domanda di un senatore, Zoellick dichiara che "nella sua lettera asserisce che l'accordo quadro richiederà un taglio del 20% il primo anno per i programmi di sostegno all'agricoltura. Questo non è il caso. Il 20% di riduzione al sostegno domestico si riferisce a tutte le forme di sussidi che distorcono il mercato, che sono oltre il doppio del nostro attuale tetto di 19,1 miliardi di dollari. Quindi, questa riduzione non indebolirà la nostra capacità di sostegno all'agricoltura".
In pratica, lo stesso Zoellick ha confermato che grazie ad una serie di artifici, e in particolare grazie al fatto di considerare come tetto massimo quello deciso al momento della firma dell'Uruguay Round, quello che era stato presentato come il maggiore impegno dei paesi occidentali è una volta di più una promessa vuota.
Non a caso le principali associazioni di lobby dell'agrindustria Usa, come la National Corn Growers Association e la American Soybean Association, hanno salutato con entusiasmo la firma dell'accordo al General Council.




posted by tradewatch | 15:09 | commenti (1)