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venerdì, 20 agosto 2004
"Sussidi ingiusti" dice Bush, visitando gli stablimenti della Boeing Il 14 agosto il presidente americano George W. Bush ha visitato gli impianti produttivi della Boeng, a Seattle. Al termine della visita ha annunciato che in settembre gli Stati Uniti intendono chiedere l’intervento del WTO per porre fine ai sussidi europei che da trent’anni sostengono la rivale Airbus. "Ho dato mandato al rappresentante al commercio, Bob Zoellick, di informare ufficialmente l’Europa che riteniamo che i loro sussidi sono ingiusti e che valuteremo ogni possibilità, compreso il ricorso in sede WTO, per eliminarli". Così ha dichiarato il presidente americano. Airbus nacque trent’anni fa e nel 1992 l’Unione Europea concordò un piano di sostegno basato su finanziamenti destinati a coprire fino al 33% del costo degli aerei. Airbus è detenuta per l’80% da European Aeronautic Defense and Space Co. e da Britain's BAE Systems per la restante quota.
Due a zero per il Brasile Dopo la sentenza che ha dichiarato illegali i sussidi americani al cotone, il Brasile ottiene una seconda vittoria in sede WTO, questa volta ai danni dell’Unione Europea. I due verdetti emessi dai collegi giudicanti del WTO non sono ancora di dominio pubblico, ma entrambi danno ragione a Brasile. La sentenza annunciata il 4 agosto riguarda i sussidi europei ai produttori di zucchero. Il Brasile, insieme ad altri paesi aveva contestato la legalità dei sussidi all’esportazione che l’UE elargisce per esportare forzatamente la quota eccedente il consumo interno, garantito a prezzi tre volte maggiori del prezzo dello zucchero sul mercato internazionale. Il Ministro dell’agricoltura brasiliano Roberto Rodrigues ha commentato la sentenza dichiarando che "la vittoria nel collegio giudicante WTO sostiene la posizione tesa a ridurre i meccanismi protezionistici e la politica di aprire il mercato europeo". Molta prudenza da parte europea anche se qualcuno non nasconde che tutto sommato la sentenza potrebbe dare una mano a Franz Fischel (commissario all’agricoltura) e al suo successore per condurre in porto la riforma del settore che è stata presentata recentemente, sollevando le ire delle industrie del settore. Sicuramente l’UE ricorrerà in appello, in modo da ottenere più tempo per portare avanti la riforma ed evitare le sanzioni.
lunedì, 02 agosto 2004
Il WTO risorge dalle ceneri di Cancun Una vera ministeriale, mascherata da Consiglio Generale. Nella proverbiale riservatezza della sede di Ginevra, con le Ong messe fuori dalla porta, senza l’attenzione dei mass media che ha caratterizzato eventi come Seattle e Cancun, una trentina di ministri dei Paesi più potenti che aderiscono alla Wto hanno fatto il “colpo grosso”: rilanciare l’Agenda di Doha e dare nuovo impulso al processo di liberalizzazione del mercato dei prodotti industriali e dei servizi, difendendo il più possibile i propri privilegi nel settore agricolo. Questa anomala ministeriale si è svolta secondo le brutte, vecchie abitudini: i negoziati sono stati condotti per una settimana, in maniera informale, dal cosiddetto “non gruppo dei cinque”: USA, UE, India, Brasile ed Australia. Solo il venerdì mattina, all’ultimo momento, tutte le delegazioni hanno ricevuto il frutto del lavoro della task force: proprio quello che i Paesi in via di sviluppo avevano chiesto il 23 luglio, alla riunione dei capi delegazione, di evitare. Rispolverato lo stile di Doha, archiviata la mascherata del dialogo tentata a Cancun, il negoziato è proseguito ad oltranza, con la parola d’ordine “ raggiungere un accordo”. Dopo una giornata e una nottata di trattative serrate, sabato mattina è stata licenziata la bozza finale della parte agricola, dopodiché non ci sono state altre difficoltà per chiude la partita e mandare tutti in ferie per la pausa di agosto. In AGRICOLTURA, se l’UE ha concesso che i sussidi all’esportazione siano eliminati “entro la fine di una data da concordare“,il grosso dei suoi sussidi interni, non quelli di aiuto ai piccoli coltivatori e alle colture di qualità, ma ad esclusivo uso e consumo del grande agro-business, sarà invece mantenuto in vita. I sussidi ammessi come “de minimis”, per il sostegno interno delle agricolture in crisi, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, verranno gradualmente tagliati, e, anche se si prevedono eccezioni per le realtà più povere, non si indicano casi, percentuali né scadenze. Il lavoro di 7 anni dei Paesi poveri per creare un elenco di “Prodotti speciali” che fosse possibile proteggere, è stato cancellato con l’introduzione, per PVS come per Paesi sviluppati, di “prodotti sensibili”, tutti ancora da definire. Rispetto al COTONE, al centro della nostra campagna “La via del cotone” (http://mondo.roba.coop/Cotone01.htm), l’accordo finale conferma che “gli aspetti commerciali di questo argomento saranno trattati nell’ambito dei negoziati agricoli”. Unico “contentino” la creazione di una nuova sottocommissione ad hoc Anche riguardo alle tariffe dei PRODOTTI INDUSTRIALI l'accordo firmato a Ginevra riesce a far recepire ciò che Cancun aveva bloccato. Il testo recepisce integralmente quello del ministro messicano Derbez del 2003 con l’ aggiunta di un punto iniziale che stabilisce la necessità di ulteriori negoziati per concordare specifici elementi. Da ultimo i SERVIZI: entro maggio 2005 tutti i Paesi della Wto dovranno presentare le proprie offerte di liberalizzazione di pezzi – “consistenti, sostanziali” ha chiesto a Ginevra la WTO - dei propri servizi pubblici. Acqua, istruzione, sanità, energia, sono in pericolo, perché la WTO si è posta l’impegno di raggiungere in maniera progressiva maggiori livelli di liberalizzazione in ogni settore e in ogni modalità di servizio, senza alcuna esclusione a priori.
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