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Osservatorio sul Commercio Mondiale promosso da Rete Lilliput, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Roba dell'Altro Mondo, Mani Tese, Crocevia e Gruppo di Appoggio al Movimento Contadino Africano, tra le organizzazioni promotrici della Campagna Questo Mondo Non è In Vendita e aderenti al network internazionale Our World Is Not For Sale. Un blog per informarsi e capire, ma soprattutto per r-ESISTERE e re-AGIRE
TradeWatch

venerdì, 27 febbraio 2004
 
La Commissione UE ritira il proprio documento sulle Preferenze Collettive
A seguito di critiche molto aspre e di accuse di prendere posizioni reazionarie e ridicole, la Commissione UE starebbe per ritirare la propria proposta in merito alle Preferenze Collettive. Questa proposta chiedeva al Wto di fissare delle regole per bloccare le importazioni di prodotti che non soddisfacessero alcuni requisiti di base, in particolare in campo sociale e politico. Secondo queste regole, i prodotti non sicuri o che non riflettevano le richieste provenienti dai cittadini UE in materia di metodi di produzione potevnao essere bandite.
posted by tradewatch | 14:37 | commenti
 
L'Arabia Saudita nel Wto a luglio?
Il Financial Times di oggi scrive che il Wto e l'Arabia Saudita sperano di perfezionare a luglio di quest'anno l'ingresso del gigante del petrolio nell'organizzazione. Secondo il Ministro pakistano Munir Akram, che sta gestendo l'operazione, il processo "sta arrivando alla sua fase finale, e l'obiettivo è di concludere per la metà di quest'anno".
Il Ministro del Commercio saudita Hashem Yamani ha detto che il regno ha accordi bilaterali con 30 paesi, e che quelli che ancora devono essere rivisti prima dell'ingresso sono principalmente quelli con gli Usa.
posted by tradewatch | 14:32 | commenti
 
Scontro a distanza Zoellick - Lamy sui Singapore Issues
Il rappresentante Usa al Commercio Zoellick ha dichiarato che solo le facilitazioni al commercio, tra i quattro temi di Singapore, dovrebbe rientrare nei negoziati Wto, mentre gli altri tre (investimenti, concorrenza, appalti publbici) dovrebbero essere "messi fuori dal tavolo". In risposta, il suo omologo europeo Lamy ha dichiarato ieri che anche la trasparenza negli appalti pubblici è parte del negoziato di Doha e che gli altri due dovrebbero essere fuori dal negoziati ma ancora portati avanti da alcuni membri e "fermamente ancorati nel Wto". Lamy ha apertamente criticato Zoellick che aveva definito i Singapore Issues una "distrazione" rispetto alla possibiltà di riprendere i negoziati, anche se ha riconocsiuto che molti paesi sono "ansiosi" rispetto a questi temi.
Lamy appare sempre più isolato nella sua battaglia, ormai personale, per inserire nella già stracarica agenda del Wto queste tematiche che nessun'altro paese al di fuori dell'UE (e anche diversi paesi nella stessa Unione Europea) sembra volere. 
posted by tradewatch | 14:27 | commenti
giovedì, 26 febbraio 2004
 
L'UE non intende rivedere la propria posizione sull'agricoltura in vista del 22 marzo
L'International Trade Daily riporta la notizia che l'UE non intende cambiare la propria posizione prima del fondamentale incontro del prossimo 22 marzo, nel quale si cercherà in particolare di riavviare il negoziato sull'agricoltura.
Il Commissario UE all'Agricoltura Fischler ha dichiarato "Non vediamo la necessità di cambiare il nostro mandato, abbiamo abbstanza flessibilità per contribuire in modo costruttivo ad un successo".
Ricordiamo che molti paesi hanno dichiarato più o meno esplicitamente che i sussidi all'export dell'UE sono il maggiore ostacolo ad una ripresa dei negoziati.
posted by tradewatch | 16:52 | commenti
 
Le sanzioni europee agli Usa partiranno lunedi
A seguito della decisione del Wto di condannare gli Usa dopo il ricorso commerciale portato dall'UE (e da altri paesi), da lunedi scatteranno le sanzioni commerciali su oltre 1.600 prodotti, per una "multa" che potrebbe arrvare già oltre i 230 milioni di Euro (300 milioni di dollari) solo quest'anno.
Queste sanzioni, le prime che gli Usa dovrano mai pagare in seguito ad una decisione del Wto, rischiano di avere un forte impatto non solo sui rapporti transatlantici, ma anche sul Wto stesso, come riportava ieri il Wall Street Journal Europe. Gli Usa dovranno infatti ora decidere se cambiare finalmente la legge oggetto della disputa che garantisce vantaggi fiscali e commerciali alle imprese locali, e seguire quindi le richieste del Wto o pagare le sanzioni. Visto che l'UE ha deciso di non applicare subito il massimo delle sanzioni concesse, molti propendono ancora per la seconda ipotesi. Nell'amministraizone americana sembra esersi però acceso un forte dibattito su questo punto, mentre sullo sfondo le elezioni presidenziali di novembre complicano qualunque decisione.
posted by tradewatch | 11:12 | commenti
mercoledì, 25 febbraio 2004
 
L'India pronta a fare ulteriori offerte nel Gats
Secondo il quotidiano indiano Financial Express il Governo indiano starebbe esaminando la possibilità di aumentare le proprie offerte di liberalizzazione nell'accordo Gats del Wto, ed avrebbe iniziato le consultaizoni con le parti interessate, a partire dal settore industriale e dei servizi. La prima offerta indiana era stata trasmessa al Wto alla fine dell'anno scorso. Il Sgretario Speciale per il Commercio indiano, Mr. Menon, ha dichiarato che questo fa parte di una strategia per ottenere concessioni in altri settori, e nell'agricoltura e nelle tariffe industriali (accordo NAMA) in primo luogo. "I tentativi per raggiungere un accordo quadro in agricoltura e sull'accesso al mercato per i prodotti non agricoli non può essere isolato rispetto ai negoziati sui servizi. Questi dovranno essere una parte del pacchetto, se il consenso sarà raggiunto" ha dichiarato.
posted by tradewatch | 13:53 | commenti
 
Gli Usa sconfitti nel ricorso europeo al Wto
La Repubblica di oggi riporta la decisione presa ieri dal Wto che ha dato ragione all'UE nella contesa che la oppone agli Usa in materia di dazi antidumping. Nello specifico, l'oggetto della contesa era una vecchia legge del 1916 che consente agli Stati Uniti di imporre dazi sulle importazioni che essi valutano essere state attuate in regime di dumping e di distribuirne i proventi alle imprese americane colpite. Secondo il Wto questa legge viola le regole del commercio internazionale e pertanto l´Unione Europea, ma anche gli altri stati che l´hanno appoggiata, Giappone, India e Messico, hanno il diritto di ritorsione nei confronti delle esportazioni americane dirette verso di loro.
Questa decisione viene in un momento già difficile nei rapporto commerciali tra le due superpotenze, a causa di altre dispute (a partire dai dazi Usa sull'acciaio recentemente condannati) e della debolezza del dollaro, che ostacola l'export europeo. Per questo le reazioni non solo di Washington ma anche di Bruxelles sono state abbstanza moderate e concilianti, con i rispettivi responsabili per il commercio che insistono nel dire che, malgrado tutto le distanze tra i due blocchi si stanno riducendo. (Fonte la Repubblica)

posted by tradewatch | 11:21 | commenti
 
Un round di negoziati che non vuole nessuno!
"Questo è un round che nessuno vuole. Ma è diventato politicamente scorretto suggerire che continui negoziati sul commercio non siano necessari". A pronunicare queste parole, riferite ai negoziati del Wto e riportate da fonte Reuters, non è stato un esponente di qualche movimento di contestazione, ma il Segretario Generale dell'UNCTAD, la Conferenza dell'ONU su Commercio e Sviluppo, nel corso di un meeting del Royal Institute for International Affairs.
A confermare, per una volta esplicitamente, il generale clima di sfiducia che regna anche nello stesso Wto è stato il Direttore della Divisoine Commercio e Finanza del Wto stesso, Richard Englin, che nel corso dell'incontro ha detto che "sembra del tutto irrealizzabile" concludere il round di negoziati entro la fine dell'anno, come inizialmente previsto dall'Agenda di Doha. Il Direttore ha addirittua dichiarato che secondo lui, la data più probabile per la conclusione di questo ciclo di negoziati sarebbe stata intorno a metà del 2007.
"E' un processo piuttosto indisponente al momento" ha agiunto Eglin, spiegando che le ambizioni iniziali del Doha round sono state drasticamente ridimensionate, e che l'obiettivo ora è riuscire a produrre un quadro generale entro la metà di quest'anno, che possa servire da base per i negoziati veri e propri. Il problema di fondo, secondo Eglin, è che nessuno sembra sapere esattamente perchè il round di negoziati di Doha sia stato lanciato o cosa si sperasse di concludere.
posted by tradewatch | 08:50 | commenti
martedì, 24 febbraio 2004
 
La Commissione UE si prepara all'arrivo dei nuovi Commissari
Con l'allargamento dell'UE, il primo maggio 10 commissari dei paesi entranti affiancheranno altrettanti commissari già in carica. Questi nuovi arrivati saranno memebri a pieno titolo del Collegio, e accompagneranno i Commissari già in carica per facilitare la loro integrazione nei lavori della Commissione. Il loro ingresso averrà il primo maggio e durerà quindi pochi mesi, fino al rinnovo della Commissione. Anche se le nomine potranno cambiare, al momento sembra che il polacco Danuta Hubner affiancherà Lamy al Commercio, la lettone Sandra Kalniete seguirà Fischler all'Agrcioltura, e Siim Kallas (Estonia) seguirà Pedro Solbes all'Economia, per quanto riguarda le cariche più importanti.
posted by tradewatch | 12:29 | commenti
 
Lamy avverte: "turbolenze" nel commercio tra UE e Usa
Il Commissario UE al commercio ha dichiarato al Financial Times che il crescente protezionismo Usa sta complicando i rapporti commerciali con l'Europa. "Se guardate come ha votato il Congresso [USA] negli ultimi anni, sia i Repubblicani sia i Democratici, avete un andamento verso il protezionismo" ha detto Lamy, prevedendo un inasprimento nelle misure anti-dumping contro le importazioni. La debolezza del dollaro e l'eliminazione delle quote sull'importazione di tessili contribuirebbero ulteriormente a rendere questo "un anno difficile per il commercio internazionale".
Malgrado questo, Lamy si è detto ancora fiducioso di potere trovare una soluzione entro Agosto e fare ripartire i negoziati, confermando che "la finestra per riavviare i negoziati stessi chiuderà con l'estate". Rimangono però da superare molti nodi, mentre il Commissario all'Agrcioltura Fischler accusa gli Usa di centrare tutto il problema per la ripresa dei negoziati unicamente all'eliminazione dei sussidi all'export in agricoltura dell'UE.
posted by tradewatch | 12:29 | commenti
 
Pressioni di Zoellick per un nuovo meeting a Ginevra
Il rappresentante Usa al commercio sta spingendo per cercare di organizzare un nuovo meeting quest'estate a Ginevra nel quale i paesi membri possano trovare accordi per un quadro negoziale, ovvero per arrivare a qualche passo in avanti concreto dopo il fallimento di Cancun.
Per avere una qualche possibilità di successo, però, il testo dovrebbe contenere una data per la fine dei sussidi all'export in agricoltura, cosa a cui l'UE si oppone, e trovare anche una via per procedere (o abbandonare una volta per tutte) i New Issues. Altri scogli importanti sembrano esserci in agricoltura e sulle altre tematiche, ma dopo mesi di immobilità sembra che qualcosa, oltre ai discorsi di circostanza, si stia muovendo a Ginevra, forse per la necessità, per Zoellick e Lamy, di portare a casa qualcosa prima che scadano i loro rispettivi mandati.
Il Commissario UE all'Agrcioltura, Fichler, ha confermato che eventuali progressi in seno al Wto quest'anno saranno possibili entro agosto, per le future scadenze elettorali in Usa e UE.
posted by tradewatch | 12:27 | commenti
 
Negoziati Wto sull'agrcioltura: si riprende a Marzo?
Il nuovo presidente delle Sessioni Speciali del comitato Agricolo, il neozelandese Tim Groser, ha annunciato che i negoziati ripartiranno il 22 marzo. Questo per permettere da una parte di non ritardare ulteriormente i negoziati, dall'altra per dare tempo alle delegazioni di consultarsi tra di loro prima dell'appuntamento.
posted by tradewatch | 12:27 | commenti
 
Organismi Geneticamente Modificati: dieci anni di fallimenti
Questo il titolo di un rapporto Friends Of The Earth che afferma che dieci anni dopo la prima apprizione degli OGM sui banchi di un mercato, le multinazionali delle biotecnologie non sono ancora riuscite a provare alcun vantaggio per i produttori o per i consumatori. Al contrario, diversi seri problemi sono stati riscontrati. In primo luogo ovviamente da un punto di vista ambientale, di ocntaminazione genetica, di minaccia alla biodiversità, ma anche dal punto di vista socio economico. L'esempio "dell'allievo modello", l'Argentina, che malgrado sia il secondo produttore al mondo di OGM ha milioni di persone che soffrono la fame sembra dimostrare che lo slogan "gli OGM sfameranno il mondo" sia falso e ipocrita.
Juan Lopez, dell'organizzazione ambientalista, ha dichiarato "Contrariamente alle promesse delle multinazionali biotech, la realtà degli ultimi dieci anni mostra che la sicurezza dei semi OGM non può essere provata, che non sono ne meno cari ne di miglior qualità, e che non sono la soluzione magica al problema della fame nel mondo. Il mondo ha bisogno urgentemente di regole perchè gli inquinatori paghino la contaminazione genetcia che hanno provocato."
posted by tradewatch | 12:26 | commenti
giovedì, 19 febbraio 2004
 
Un passo in avanti, un passo indietro...
Al termine dell'incontro di Mombasa, in Kenya, tra i Ministri di diversi paesi africani e con la partecipazione di Zoellick e Lamy, le dichiarazioni sono di moderato ottimismo. In particolare il rappresentante Usa al commercio ha detto che "poco a poco facciamo progessi" per riavviare i negoziati dopo il collasso di Cancun. Anche il Ministro del Commercio keniota, Mukhisa Kituyi, ha detto che i 15 paesi africani hanno fatto progessi per stabilire una agenda di priorità per il continente. Usa ed UE hanno impressionato l'incontro per la loro volontà di trovare dei compromessi su alcune questioni cruciali, ha aggiunto.
In particolare, se Zoellick ha ribadito di avere abbandonato qualunque proposta sui New Issues, Lamy ha detto che l'UE ha abbandonato i due più criticati (investimenti e concorrenza), ma che continuerà a lavorare per gli appalti pubblici e le facilitaizoni al commercio.
Malgrado queste piccole concessioni, non una parola sul tema più caro ai paesi del sud: i sussidi all'export che distorcono il mercato e strangolano le produzioni agricole del sud. Lamy continua a fare offerte per un generico "phase out" dei sussidi all'export ma solo su alcuni prodotti, mentre gli Usa continuano a sussidiare il cotone con miliardi di dollari, falsando il mercato mondiale.
posted by tradewatch | 14:08 | commenti
mercoledì, 18 febbraio 2004
 
Il blocco al lavoro in outsourcing mette a rischio i negoziati
L'India ha avvertito lunedi gli Stati Uniti che la proposta del Senato Usa di mettere al bando il lavoro in outscourcing ad alcuni paesi in via di sviluppo potrebbe bloccare i negoziati. Gli Usa, ma anche la Gran Bretagna, sono spaventati dall'enorme crescita dell'information technology indiana, che mette a disposizione call center, strutture e professionalità a costi ridotti, rischiando di fare perdere molti posti di lavoro nei paesi occidentali. La proposta è stata difesa da Zoellick, ma il Ministro del Commercio indiano ha cosi commentato: "E' strano che da una parte le persone parlino di aprire i mercati e dall'altra mettano al bando questo tipo di lavoro". L'India teme anche che questa sia solo la prima di una serie di proposte via via più protezioniste da parte degli Usa.
posted by tradewatch | 13:02 | commenti
 
I fiori: nuova minaccia commerciale per il Kenya
l'East African di Nariobi riporta le preoccupazioni del Kenya in merito alla decisione europea di limitare pesantemente l'importazione di fiori, che costituisce un importante fonte di reddito per il paese africano (oltre 130 milioni di Euro di fatturato) e da lavoro a circa mezzo milione di persone. Alla base della decisione europea le nuove normative sanitarie e per la prevenzione di malattie riguardanti le speci vegetali. Responsabili del settore in Kenya hanno però contestato all'UE di applicare "norme protezionistiche facendole passare dalla porta di servizio". Il Wto non ha ancora preso una decisione in merito, mentre i punti di vista sembrano molto distanti.
posted by tradewatch | 12:35 | commenti
 
Incontro dei Ministri afrciani per riavviare i negoziati Wto
si sta svolgendo a Mombasa, in Kenia, in questi giorni l'incontro dei ministri di 18 paesi africani, nel tentativo di trovare una posizione comune da riportare in sede Wto. Da notare che alla riunione sno presenti il Direttore Generale del Wto Supachai, ed i rappresentati del commercio di Usa e Ue Zoellick e Lamy.
La discussione riguarda i diversi argomenti legati al Wto, dal collasso di Cancun ai Singapore Issues, e soprattutto i negoziati sull'agricoltura, fondamentali per i paesi africani che chiedono nuovamente a Usa ed UE di eliminare i sussidi all'export che distorcono i mercati agricoli.
posted by tradewatch | 12:28 | commenti
 

La biopirateria all'esame della Corte Suprema in India
La Research Foundation for Science, Technology and Ecology (RFSTE) guidata da Vandana Shiva ha dichiarato di avere depositato un ricorso alla Corte Suprema indiana in merito al brevetto della Monsanto depositato a maggio del 2003 presso l' European Patent Office (EPO) e riguardante una varietà di grano coltivata in India da secoli.
Eventuali obiezioni a questa richiesta di brevetto devono pervenire entro il 21 febbraio prossimo, e visto che il Governo indiano finora non si era mosso, l'istituto ha deciso di presentare questo ricorso.
Secondo Vandana Shiva nella stessa richiesta di brevetto sono contenute le prove che la Monsanto / Unilever vuole brevettare un prodotto raccolto nella regione indiana dell'Uttar Pradesh nel 1948.
Se il brevetto fosse riconosciuto, l'India non potrebbe più esportare il grano ed i prodotti da questo derivati, mentre la Monsanto / Unilever avrebbe il controllo monopolistico di semi, processo di trasformazione e prodotti (come il tipico pane indiano, il chapatti).





posted by tradewatch | 12:23 | commenti
martedì, 17 febbraio 2004
 
Le conseguenze del NAFTA
Dei ricercatori del Food First hanno pubblicato ieri un articolo sulle conseguenze del NAFTA, in particolare per l'agricoltura messicana. Secondo gli autori, gli architetti del Nafta, l'accordo di libero scambio tra Canada, Usa e Messico sapevano benissimo che ci sarebbero stati vincitori e vinti nel breve periodo. I vinti sono soprattutto i contadini messicani: anche se l'agricoltura costituisce circa il 5% del PIL del paese, un quarto della forza lavoro messicana è occupata nel settore, ed in particolare piccoli contadini del sud, che sono quelli che hanno dovuto patire le conseguenze peggiori di questa liberalizzazione.
Le ricerche mostrano un grave aumento della povertà dalla fine degli anni '80 ad oggi. Tra il 1992 ed il 2001 il numero di occupati è sceso del 10% ed i salari medi dei contadini del 30%, mentre i successi delle grandi multinazionali e di alcuni grandi latifondisti hanno mascherato, su base statistica nazionale, le conseguenze complessive per il settore agricolo. A questo aumento della povertà è seguito anche un degrado ambientale ed un aumento delle migrazioni verso le grandi città. 
posted by tradewatch | 09:39 | commenti
lunedì, 16 febbraio 2004
 
La Cina decisa a giocare un ruolo più attivo nel Wto
Un rappresentante del Governo cinese ha dichiarato che la Cina vuole giocare un ruolo "più attivo e costruttivo" per rilanciare un round di negoziati in sede Wto. Questa dichiarazione è stata rilasciata in occasione della visita del rappresentante al Commercio Usa Robert Zoellick in diversi paesi asiatici.
Il vice primo ministro Cinese Wu Yi ha dichiarato di apprezzare gli sforzi Usa per rilanciare i negoziati, anche se ha sottlineato che la Cina sta provando ad apire i propri mercati in accordo con le richieste del Wto, ma che questo processo è lungo e difficile.
Queste dichiarazioni sembrano confermare che il gigante asiatico si sta ritagliando un ruolo sempre più importante nell'economia mondiale, e che il Governo cinese è sempre più cosciente di questo ruolo e del peso della Cina nei negoziati internazionali.
posted by tradewatch | 14:58 | commenti
 
L'UE pronta ad ammorbidire la posizione commerciale rispetto agli USA
Il Financial Times di ieri riporta la notizia che l'UE vorrebbe trovare una posizione più flessibile per risolvere le dispute commerciali che la stanno opponendo agli USA, in particolare riguardo al regime di tassazione. Questa decisione sarebbe venuta dopo una "forte pressione della comunità degli affari europea". Un esempio notevole di lobby delle imprese, abbastanza curioso se si considera che anche la decisione di intraprendere queste dispute commerciali era stata avanzata da una lobby delle imprese europee. Resta da chiarire se siano le stesse imprese ad avere deciso di rivedere la propria posizoine, seguendo i loro interessi, o se differenti lobby agiscono una in opposizione all'altra in sede UE. Resta il fatto che, come al solito, le politiche commerciali, e non solo, dell'UE sembrano essere decise unicamente dall'umore e dalle indicazioni di alcuni gruppi di pressione degli industriali.
A seguito di queste pressioni, la Commisione UE ha lasciato intendere di volere coincedere agli Usa un periodo di tempo supplementare (fino a marzo) per adeguare le proprie normative sulla tassazione delle imprese transnazionali alle richieste ricevute.
posted by tradewatch | 14:53 | commenti
giovedì, 12 febbraio 2004
 
Wto: ok all'Iraq, no all'Iran...
La richiesta dell'Iraq di essere ammesso come osservatore al Wto è stata accettata ieri all'unanimità, nel corso del General Council di Ginevra. Secondo un rappresentante iracheno, questo permetterà al paese di uscire dall'isolazionismo in campo commerciale nel quale si trovava. La stessa richiesta di ottenere lo status di osservatore è stata avanzata anche dall'Iran, ma in questo caso è bastato il veto di un paese membro a bloccare la richiesta. La richiesta iraniana era stata infatti approvata all'unanimità, con un solo voto contrario: quello degli Stati Uniti, che sfruttando il metodo del consenso che permette ad ogni paese di esercitare il diritto di veto sulle decisioni, hanno così bloccato la richiesta dell'Iran per la quindicesima volta...
posted by tradewatch | 11:16 | commenti
 
Wto: tutte le nomine del General Council per i diversi organismi e gruppi di lavoro
*Chairpersons of WTO Bodies — 2004*

General Council Amb. Shotaro OSHIMA (Japan)
Dispute Settlement Body Amb. Amina MOHAMED (Kenya)
Trade Policy Review Body Amb. Puangrat ASAVAPISIT (Thailand)
Council for Trade in Goods Amb. Alfredo CHIARADIA (Argentina)
Council for Trade in Services Amb. Peter BRNO (Slovak Republic)
Council for TRIPS Mr. Joshua LAW (Hong Kong, China)
Committee on Trade and Environment Amb. Naéla GABR (Egypt)
Committee on Trade and Development Amb. Trevor CLARKE (Barbados)
Committee on Balance-of Payments Restrictions Mr. Giulio TONINI (Italy)
Committee on Regional Trade Agreements Amb. Ronald SABORÍO SOTO (Costa Rica)
Committee on Budget, Finance and Administration Amb. Henrik Rée IVERSEN (Denmark)
Working Group on Trade and Transfer of Technology Amb. Jaynarain MEETOO (Mauritius)
Working Group on Trade, Debt and Finance Amb. Péter BALÁS (Hungary)

*Chairpersons of Bodies established under the Trade Negotiations Committee — 2004 *
(To serve until the 6th Session of the Ministerial Conference – date to be determined.)

Negotiating Group on Market Access Amb. Stefán JÓHANNESSON (Iceland)
Negotiating Group on Rules Amb. Eduardo PÉREZ MOTTA (Mexico)
Special Session of the Council for Trade in Services Amb. Alejandro JARA (Chile)
Special Session of the Council for TRIPS Amb. Manzoor AHMAD (Pakistan)
Special Session of the Dispute Settlement Body Amb. David SPENCER (Australia)
Special Session of the Committee on Agriculture Amb. Tim GROSER (New Zealand)
Special Session of the Committee on Trade and Environment Amb. Toufiq ALI (Bangladesh)
Special Session of the Committee on Trade and Development Mr. Faizel ISMAIL (South Africa)


























posted by tradewatch | 10:17 | commenti
 
Le nuove nomine al Wto: nessuno per i New Issues!
Il General Council del Wto, in riunione a Ginevra, ha nominato i nuovi presidenti dei diversi comitati e gruppi di lavoro per il 2004. Al di là dei singoli nomi emergono due fatti molto importanti: in primo luogo ancora non è stata fissata una data per la sesta Conferenza Ministeriale. Dopo il fallimento della quinta, quella di Cancun, il rappresentante al commercio degli Usa Zoellick aveva proposto di organizzarne una nuova già nel 2004, ma ieri molti paesi in via di sviluppo hanno dichiarato che è necessario vedere qualche concreto passo in avanti nei negoziati prima di fissare una data per una nuova conferenza ministeriale.
Il secondo importante risultato è che non è stato nominato nessuno per un gruppo di lavoro sui New Issues, perchè i membri (e sono una larga maggioranza) contrari al lancio di questi negoziati hanno sostenuto che dopo il fallimento di Cancun non esiste più un mandato per discuterne. Ricordiamo infatti che la dichiarazione finale di Doha prevedeva di raggiungere un consenso a Cancun sulle modalità per condurre questi negoziati. Fallita la conferenza di Cancun, secondo molti paesi non esiste nessun mandato per continuare i negoziati sui New Issues .
Questa presa di posizione e la mancanza di una nomina rappresentano un importante passo in avanti ed un riconocimento all'opposizione della maggioranza dei membri (e della società civile di tutto il mondo) al lancio di questi negoziati. Non significa però che i quattro New Issues, a partire dagli Investimenti, siano (finalmente) esclusi una volta per tutte dall'agenda negoziale: lo stesso Presidente del General Council ha chiarito che il non avere annunciato il Presidente per questi argomenti non pregiudica un'eventuale decisione di continuare a lavorarci: su Facilitazioni al Commercio e Trasparenza negli appalti pubblici anche a livello di gruppi attivi di lavoro, su Investimenti e Concorrenza come semplici discussioni tra i paesi membri.
posted by tradewatch | 10:12 | commenti
mercoledì, 11 febbraio 2004
 
La Commissione UE continua ad insistere sui New Issues...
Dopo una impressionante serie di no ricevuti a Cancun, a Ginevra e in tutte le possibili sedi negoziali, praticamente da parte di tutti i paesi membri del Wto, la Commissione Europea continua impreterrita a riproporre di inserire questi 4 temi negoziali nell'agenda del Wto. L'ultimo capitolo di questa insistenza ormai quasi grottesca è il documento che la Commissione ha inviato ai paesi membri dell'UE pochi giorni fa. Dopo varie chiacchere sulla necessità di rilanciare i negoziati e sulla nomina dei nuovi referenti al Wto, sui New Issues il testo sostiene che "possiamo essere d'accordo sulla necessità di partire con Facilitazioni al Commercio e Trasparenz anegli ppalti pubblici, prima di procedere con Investimenti e Concorrenza, ma nessun argomento può essere ora scaricato". Quindi: i primi due nel single undertaking, gli altri due fuori con un approccio più "flessibile", se di flessibilità si può parlare quando si continua ad insistere contro il parere di circa il 90% dei paesi membri del Wto.
posted by tradewatch | 15:54 | commenti
 
L'allargamento dell'UE potrebbe portare a poblemi nel Wto?
Quando, il primo maggio prossimo l'UE si allargherà a 25 membri, alcuni paesi del Wto potrebbero chiedere delle compensazioni. L'allargamento obbliga infatti i nuovi membri dell'UE a rinunciare ai loro accordi bilaterali con paesi non-UE. Se le tariffe verso l'esterno dell'Unione Europea fossero superiori a quelle a cui si erano impegnati i paesi membri prima del loro ingresso, le nazioni che subiscono questo aumento delle tariffe potrebbero chiedere delle sanzioni o altre misure riparatorie.
posted by tradewatch | 12:31 | commenti
 
l'UE sta studiando delle modifiche radicali alle regole commerciali?
Il Financial Times dei giorni scorsi riporta la notizia che il Commissario Lamy avrebbe avanzato una proposta di lavoro riguardo la possibilità di bloccare le importazioni dai paesi che non rispettano alcuni standard. In particolare questa possibilità sarebbe accordata nel caso i prodotti violassero degli standard ambientali e sociali. Al momento il Wto permette di bloccare le importazioni unicamente in caso di pericolo per la salute pubblica, ma non ad esempio in caso di produzione che non rispetti i diritti dei lavoratori o altri.
La proposta potrebbe essere anche vista come un tentativo di superare l'impasse riguardo la carne agli ormoni e la disputa sugli OGM che contrappongono l'UE agli Usa, mentre in passato i tentativi di introdurre condizionalità sociali nel Wto erano stati respinti come Eurocentrici e protezionisti.
Ancora non è dato sapere il contenuto di questa proposta, che potrebbe avere importanti conseguenze sul commercio internazionale.
posted by tradewatch | 10:56 | commenti
lunedì, 09 febbraio 2004
 
Riunione in settimana del General Council del Wto
Questa settimana i 146 membri del Wto si riuniranno a Ginevra in un nuovo tentativo di riavviare i negoziati, ancora fermi dopo il fallimento di Cancun. Il primo passo che ci si attende da questo General Council è la nomina dei nuovi nominativi per alcuni dei posti chiave del Wto stesso, in primo luogo la sostituzione del Presidente del Consiglio Generale, attualmente Carlos Perez De Castillo in scadenza di mandato. Anche se il rappresentante Usa aveva recentemente proposto di nominare un referente di un paese del Sud, il candidato più accreditato resta l'ambasciatore giapponese al Wto Shotaro Oshima.
Altri temi "caldi" sono la richiesta dell'Iraq di avere un posto da osservatore, come primo passo per un pieno ingresso, e la rinnovata richiesta dell'Iran di accedere.
In ogni caso, l'obiettivo principale è quello di riprendere il round di negoziati, che ufficilamente dovrebbe concludersi il primo gennaio 2005, anche s esembra sempre più difficile rispettare questa data.
posted by tradewatch | 10:53 | commenti
venerdì, 06 febbraio 2004
 
No all'ingresso della Russia al Wto finchè non verrà sottoscritto Kyoto
In una lettera a Lamy, Friends Of The Earth Europe ha chiesto di sospendere i negoziati per l'accesso della Russia nel Wto finchè questa non sottoscriverà il protocollo di Kyoto. Prima di potere parlare di regole sul commerico, la Russia deve mostrare il proprio impegno ad adottare quelle a tutela dell'ambiente, ha dichiarato un esponente della Ong ambientalista.
posted by tradewatch | 17:01 | commenti
 
La Spagna propone un organismo transatlantico per il libero commercio
Il premier spagnolo Aznar ha chiesto al Presidente della Commissione UE Prodi di prendere in considerazione la proposta spagnola per larealizzazione di un "comitato economico bilaterale di alto livello"., per portare ad una zona di libero comemrcio transatlantica Usa - Ue entro il 2014. La Spagna si augura che la proposta avanzi velocemente e si vedano progressi già al vertice Usa Ue di giugno. Secondo i promotori questo organismo permetterebbe di superare molte difficoltà e incomprensioni commerciali, occorse negli ultimi mesi tra i due blocchi.
Secondo alcuni primi commenti di funzionari della Commissione, però, non sembra esserci molto entusiasmo: questo organismo potrebbe essere visto come un modo per rinunciare ai negoziati multilaterali in un momento di crisi del Wto e formare una sorta di "G2" tra Usa ed UE.
posted by tradewatch | 16:52 | commenti
 

Ag. MISNA: l'UE discute di libero commercio con i paesi africani
Domani, alle isole Mauritius l'Unione Europea e i Paesi dell'Africa australe ed orientale cominciano a discutere i termini di un accordo di libero scambio che dovrebbe diventare operativo a partire dal 2007. Lo riferiscono fonti giornalistiche internazionali, precisando che i colloqui sono previsti dall'accordo quadro di Cotonou, il documento entrato in vigore nel 2003 che regola le relazioni economiche e di cooperazione tra l'Unione Europea e i 79 Paesi del gruppo Apc (Africa, Caraibi e Pacifico). Dopo le critiche mosse dall'Organizzazione mondiale per il commercio (Omc) alla chiave unilaterale utilizzata dall'Ue l'intesa di Cotonou prevede adesso accordi bilaterali.
Sedici Paesi africani (dal Sudan, allo Zimbabwe, passando per Burundi, Isole Comore, Etiopia, Kenya, Madagascar, Uganda) discuteranno direttamente con il commissario europeo al commercio, Pascal Lamy, gli Accordi di partenariato economico (Ape), ovvero le preferenze commerciali reciproche.[MZ]



posted by tradewatch | 16:46 | commenti
martedì, 03 febbraio 2004
 
L'UE chiede ai paesi poveri di specificare i tagli ai sussidi in agricoltura
Il Commissario Europeo al Commercio Lamy ha chiesto ai paesi in via di sviluppo di riferire al più presto quali sussidi al commercio dovrebbero essere eliminati per venire incontro alle richieste del sud. Lamy ha detto di avere bisogno di questa lista per inizare a negoziare, e che in partenza non avrebbe escluso nessun prodotto, nemmeno quelli più sensibili per gli agricoltori UE come zucchero e tabacco.
posted by tradewatch | 14:21 | commenti
 
La Commissione UE si inserisce nella disputa USA - UE sugli OGM
La Commissione Europea è intervenuta negli scorsi giorni sulla disputa in merito alla moratoria UE sugli OGM prendendo alcune decisoini. In primo luogo ha deciso di autorizzare la vendita del mais transgenico BT11 per scopi alimentari. Il Consiglio Europeo ha ora tre mesi di tempo per esprimersi, dopo di che la Commissione potrà approvare questa vendita, ponendo di fatto fine alla moratoria. Contemporaneamente la Commissione si è rivolta ai singoli paesi membri che avevano approvato misure contro gli OGM e che sono parte della disputa avanzata delgi USA. Questi ultimi hanno però mantenuto la procedura in sede Wto, perchè i singoli paesi continuerebbero ad avere misure restrittive anche in caso di fine della moratoria e perchè la legge sulla tracciabilità ed etichettatura degli OGM rappresenterebbe un vincolo al libero commercio.
posted by tradewatch | 14:20 | commenti
 
Troppi segreti al Wto
"Non ci sono motivi perchè i processi nel Wto rimangano segreti, e ci sono tutte le ragioni per aprirsi alla luce del controllo pubblico". A rilasciare queste dichiarazioni, per una volta non è un qualche attivista di Ong ma James Bacchus, per otto anni giudice al tribunale del Wto che regola le dispute internazionali sul commercio. Secondo Bacchus, la segretezza non fa che amplificare e dare ragioni alle critiche rivolte al Wto, mentre tutto potrebbe tranquillamente avvenire alla luce del sole, evitando sospetti e pregiudizi.
posted by tradewatch | 14:20 | commenti
 
Gli USA disposti ad abbandonare anche il terzo New Issue
Un rappresentante del Commercio degli Usa ha dichiarato ieri che il paese non insisterà per un lancio di negoziati sulla trasparenza negli appalti pubblici. Dopo che le ripetute ed insistenti critiche della maggior parte dei membri del Wto sembrano avere bloccato la possibilità di avviare negoziati su investimenti e concorrenza, anche il terzo dei quattro New Issues voluti dall'UE sembra destinato a fare la stessa fine.
Appare sempre più isolata la posizione del Commissario al Commercio dell'UE Lamy e la sua insistenza nel volere lanciare questi negoziati contro il parere di quasi tutti i paesi membri del Wto e delle organizzazioni della società civile di tutto il mondo. Non si riesce infatti a capire perchè volere appesantire ulteriormente una agenda già stracarica con argomenti che nulla hanno a che vedere con il commercio, tranne forse per il quarto New Issue, le facilitazioni al commercio, che infatti è l'unico per il quale sembra rimanere aperto uno spiraglio di dialogo.
posted by tradewatch | 11:42 | commenti
 
L'Iraq verso l'ingresso nel Wto?
Il Ministro del Commercio ad interim dell'Iraq, Ali Allawi, ha dichiarato che l'Iraq intende chiedere lo status di osservatore nel Wto, come primo passo verso un ingresso a pieno titolo. "Lo status di osservatori dovrebbe aiutarci a meglio comprendere le regole e le procedure dell'organizzazione, e facilitare la preparazione di una nostra richiesta di accesso al Wto" ha scritto Allawi in una lettera destinata allo stesso Wto.
Sia l'UE, sia soprattutto gli USA, sono grandi sostenitori della proposta irachena, che potrebbe ricevere il via libera già alla prossima riunione del General Council che si terrà tra pochi giorni, l'11 e 12 febbraio. In realtà la proposta sembra partita direttamente dagli Usa, che controllano ogni mossa e decisione del cosidetto Governo dell'Iraq. Non può infatti sorprendere questo interesse e questa fretta nel coinvolgere il paese ricchissimo di petrolio nel commercio internazionale. Un paese che deve praticamente importare qualunque altro bene e servizio, e rappresenta un mercato potenzialmente enorme per le multinazionali occidentali che già fanno a gare per accaparrarsi qualche pezzetto della ricostruzione.
Verrebbe piuttosto da chiedersi quale potrebbe essere l'interesse per il popolo iracheno nel accedere al Wto: in questo momento è ridicolo immaginare una qualunque azienda irachena sfruttare la possibilità di un maggiore commercio, di una libera concorrenza e di un libero mercato per espandersi a livello internazionale (se si esclude l'industria del petrolio saldamente in mano Usa). In altri termini un ingresso al Wto che suona molto più come una richiesta di colonizzazione che non come una possibilità di un qualche sviluppo o ripresa economica, e probabilmente per questo salutata con ipocrita entusiasmo dai giganti occidentali.
posted by tradewatch | 11:42 | commenti
 
A breve la data della sesta conferenza ministeriale del Wto?
Con una breve nota la delegazione degli Stati Uniti al Wto ha chiesto di mettere all'ordine del giorno del General Council dei prossimi 11 e 12 febbraio anche la discussione e la scelta di una data per lo svolgimento della VI Conferenza Ministeriale del Wto. Questa richiesta giunge anche a seguito della lettera in cui Zoellick ipotizzava di organizzare questa conferenza già nel 2004, perchè quest'anno non fosse un "anno sprecato per il Wto".
posted by tradewatch | 10:22 | commenti
lunedì, 02 febbraio 2004
 

Agenzia MISNA: Zona di libero scambio in Africa per risollevare le economie dopo le guerre
La creazione di una zona di libero scambio commerciale per rilanciare le
economie devastate da anni di guerra è stata decisa dai capi di Stato e di
governo della Comunità economica dell'Africa centrale (Ceeac), che raggruppa
undici Paesi del continente. A dimostrazione di un impegno concreto verso
questo obiettivo è già stata fissata anche una data: dal 31 dicembre 2007 le
barriere doganali potrebbero essere ridotte o annullate, per promuovere gli
investimenti privati in un mercato di oltre 100 milioni di abitanti. Il
progetto è stato illustrato al termine del vertice svoltosi nei giorni
scorsi a Brazzavile, che ha stabilito anche di autorizzare la 'libera
circolazione' nello spazio comunitario della Ceeac a una speciale 'categoria
' di persone. "Si tratta di funzionari in missione negli altri Paesi,
studenti, religiosi e commercianti" ha spiegato il presidente della
Repubblica del Congo, Denis Sassou Nguesso, attuale presidente dell'
organismo, aggiungendo che la Ceeac ha deciso un "processo progressivo" per
facilitare la libertà di spostamento nei propri spazi. La conferenza ha
preso atto dell'evoluzione positiva registrata nella risoluzione di
conflitti che per anni hanno insanguinato alcuni Paesi membri della Comunità
devastando le loro economie: Congo, Burundi, Ciad, Rwanda, ex Zaire,
Repubblica Centrafricana, Angola, che compongono la Ceeac insieme a Camerun,
Sao Tomé e Principe, Gabon e Guinea Equatoriale.





















posted by tradewatch | 16:26 | commenti