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Osservatorio sul Commercio Mondiale promosso da Rete Lilliput, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Roba dell'Altro Mondo, Mani Tese, Crocevia e Gruppo di Appoggio al Movimento Contadino Africano, tra le organizzazioni promotrici della Campagna Questo Mondo Non è In Vendita e aderenti al network internazionale Our World Is Not For Sale. Un blog per informarsi e capire, ma soprattutto per r-ESISTERE e re-AGIRE
TradeWatch

mercoledì, 28 gennaio 2004
 
Pascal Lamy al Parlamento Europeo
Riferendo oggi ad un grupo del PArlamento Europeo, il Commissario al Commercio Lamy ha lasciato intendere di essere pronto ad abbandonare i negoziati su due delle quattro New Issues, ed in particolare su investimenti e concorrenza, per tentare di rilanciare i negoziati. Lamy ha anche dichiarato di condividere le speranze di Zoellick circa la possibilità di una nuova ministeriale già nel 2004, ed ha avanzato alcune proposte per cambiare la Governance nel Wto.
Interessante anche la volontà in agricoltura a "negoziare seriamente, compresa l'eliminazione dei sussidi all'export per i prodotti di interesse dei paesi in via di sviluppo". Subito dopo questa dichiarazione, Lamy ha comunque aggiunto che intendeva "ricordare agli altri quanto l'UE si è già mossa in agricoltura".
posted by tradewatch | 18:00 | commenti
 
I sindacati chiedono una fondamentale trasformazione nei processi di globalizzazione
In una dichiarazione rilasciata in occasione del World Eocnomic Forum di Davos, l'ICFTU, che riunisce sindacati di tutto il mondo, ha dichiarato che l'attuale sistema economico e commerciale non fa che ampliare il deficit sociale anno dopo anno. Le diseguaglianze non possono che aumentare con l'attuale sistema, ponendo le basi ad un ritorno di un protezionsimo spinto in uttto il mondo. Se i negoziati del Wto dovranno ripartire, le promesse non mantenute di Doha dovranno essere risolte in favore dei paesi poveri. I paesi membri del Wto devono riconoscere che il commercio è solo uno dei pilastri dello sviluppo sostenibile, e che il commercio deve essere un mezzo verso lo sviluppo, non un fine.
posted by tradewatch | 17:53 | commenti
 
I rimorsi di Cancun?
Il Washington Post di ieri pubblica un articolo nel quale fa il punto sulla situazione del Wto e l'impegno Usa. Interessante la dichiarazione del Presidente della Federal Reserve Alan Greespan che segnala che "alcune nuvole di protezionismo sono sempre più visibili all'orizzonte. E' imprerativo che questo protezionismo sia sconfitto e ribaltato."
Anche Zoellick, che aveva lasciato Cancun dichiarando di avere preso nota di chi aveva collaborato e chi no, e che avrebbe agito di conseguenza nei negoziati bilaterali (una specie di con noi o contro di noi che ricorda da vicino il comportamento militare in Iraq), ha recentemente ammorbidito nettamente la propria posizione, chiamando tutti i paesi a dunirsi in uno sforzo per riaviare i negoziati in sede Wto. Proprio gli USA però sono tra i maggiori indiziati di questi protezionismo strisciante, in primo luogo in agricoltura, ma come testimoniano anche le numerose cause commerciali intraprese dall'UE e dal altri paesi negli ultimi mesi, proprio al tribunale del Wto, per violazione degli accordi commerciali.
posted by tradewatch | 17:47 | commenti
 
Lula: nuove nazioni scriveranno la geografia economica
In visita in India, il Presidente del Brasile Lula ha dichiarato che "il XXI secolo apparterrà a India, Brasile, Russia e Cina e molti altri che per lungo tempo sono stati considerati come cittadini di seconda classe. I paesi in via di sviluppo hanno dato un eccellente esempio di solidarietà a Cancun" - ha aggiunto Lula - "Vogliamo rafforzare ulteriormente la copoerazione tra di noi per cambiare la geografia economica e commerciale del mondo."
"O crediamo in noi stessi o continuiamo a piangerci addosso. I paesi occidentali non verranno ad aiutarci se ci piangiamo addosso, dobbiamo essere salvati dalla nostra stessa forza. Nel momento in cui avremo possibilità di fare affari ci verranno a cercare, e allora ci prenderemo quello che ci è stato negato negli ultimi venti anni" - ha continuato Lula - "Ingaggiamoci in una globalizzazione che sia attenta ai problemi sociali ed ambientali, e che sia più giusta politicamente ed economicamente. Ne l'India ne il Brasile vogliono diminuire il loro commercio con Usa ed UE, ma questi due giganti ci hanno costretto a combattere per tenere i New Issues e gli ostacoli fuori dall'Agenda del commercio."
posted by tradewatch | 17:41 | commenti
 
Il Brasile cerca di unire i paesi del sud sui temi del commercio
Mentre le nazioni occidentali cercano di riavviare i negoziati Wto, il Brasile sta moltiplicando i suoi sforzi per unire i più importanti paesi del Sud con accordi commerciali, come riportato dal Financial Times di oggi. Al ritorno da una visita in India, Lula ha invitato i paesi del G20 a considerare il lancio di un negoziato commerciale per tariffe preferenziali, in vista in particolare dell'incontro di giugno, in Brasile, della Conferenza delle Nazioni Unite su Comemrcio e Tariffe (UNCTAD). "Se possibile, questo sarà il primo passo verso la creazione di un'area di libero scambio tra questi paesi, e aperta a quelli in via di sviluppo", ha dichiarato Lula. Sembrano in particolare sempre più forti i legami tra il Brasile e l'India, non solo su tematiche strettamente commerciali (ad esempio alcuni satelliti di produzione brasiliana verranno messi in orbita da una base nel sud dell'India), mentre Lula sta lavorando per rafforzare anche il Mercosur, ed è in programma nei prossimi mesi una sua importante visita in Cina.
posted by tradewatch | 10:43 | commenti
martedì, 27 gennaio 2004
 
Ulteriore sforzo di Panitchpakdi per rilanciare i negoziati
Il direttore generale del Wto, ha dichiarato ieri al Financial Times di volere assumere una posizione più aggressiva nei confronti dei paesi che finora hanno collaborato poco al rilancio dei negoziati. Ha detto che se i rappresentanti ai negoziati non mostreranno maggiore impegno e flessibilità, si rovlgerà direttamente ai ministri competenti dei diversi paesi, e che è pronto a denunciare pubblicamente i nomi dei paesi che finora stanno collaborando poco. Un collaboratore del direttore generale ha dichiarato che d'ora in poi Panitchpakdi non sarà più "il ragazzo buono", e che ci sarà una svolta rispetto agli atteggiamenti concilianti mostrati finora.
posted by tradewatch | 10:08 | commenti
lunedì, 26 gennaio 2004
 
USA e Gran Bretagna vogliono l'Iraq nel Wto
Il Financial Times di ieri segnala la richiesta degli USA al Consiglio Generale del Wto di dare all'Iraq uno stato di "osservatore" nel Wto già dal mese prossimo. Secondo l'estensore della proposta, il vice Presidente USA Cheney, questo darebbe all'IRaq la possibilità di avvicinarsi ai meccanismi del commercio mondiale nella fase di ricostruzione del paese. Questa idea è fortemente sostenuta dalla Gran Bretagna, ma vede l'opposizione di diversi paesi dell'UE, e della stessa Commissione Europea. Un rappresentante della Commissione ha dichiarato di trovare la richiesta "bizzarra", visto che solo i Governi sovrani e che stanno negoziando l'ingresso nel Wto sono di solito ammessi come osservatori.  "Mi domando se si possa dire che l'Iraq ha al momento un Governo responsabile di qualcosa, fosse anche solo di questioni di commercio" ha dichiarato il funzionario, che ha insistito sulla necessità di non afrettare troppo i tempi e di attendere le elezioni nel paese, entro la prossima estate.
posted by tradewatch | 11:51 | commenti
 
L'UE sfida gli USA anche sul dumping?
Il Financial Times di oggi riporta la notizia di una nuova disputa commerciale dell'UE nei confronti degli USA, questa volta sul tema del calcolo delle tariffe anti dumping su "svariate centinaia di milioni di dollari di commercio". Anche se la decisione in merito a questa disputa non è ancora stata presa, sembra che diversi paesi europei stiano facendo pressioni su Bruxelles per intentare una nuova causa, dopo le numerose già presentate nei mesi scorsi.
All'origine della disputa il calcolo USA delle tariffe anti-dumping, che si basa su un  metodo detto "zeroing", e che secondo l'UE provoca danni alle esportazioni europee di centinaia di milioni di dollari, in particolare su acciaio, prodotti chimici ed alcuni prodotti alimentari come la pasta.
posted by tradewatch | 11:41 | commenti
 
Mini-ministeriale del Wto a Davos: i negoziati ancora non ripartono
Il New York Times sottolinea come la Mini ministeriale di Davos, alla quale hanno preso parte 20 Ministri del Commercio (ma assenti Zoellick e Lamy), abbia fallito l'obiettivo di fissare una data per il lancio dei negoziati. Diverso il titolo del Corriere della Sera che riprende le dichiarazioni di Panitchpakdi, direttore della Wto, che addirittura sottolinea la possibilità di chiudere il Doha Round entro l'anno: "è solo una questione di volontà politica", ha detto. Forse più realista l'organizzatore dell'incontro, il Presidente della Confederazione Elvetica Joseph Deiss che ha ipotizzato una nuova Ministeriale tra un anno per chiudere il round nel 2005.
Nel suo intervento Kofi Annan ha ribadito che il nodo centrale consiste nel promuovere "un accordo a favore dei poveri in agricoltura", sottolineando il ruolo fortemente negativo dei sussidi all'export. 
Lo stesso Panitchpakdi ha però dovuto ammettere, che se qualcosa si sta rimettendo in moto, i meccanismi sono ancora molto lenti: "Per ora siamo alle dichiarazioni alpine di buone volontà. Rispetto alle settimane scorse, è già qualcosa."
posted by tradewatch | 11:34 | commenti
 
Unione Europea e Mercosur rilanciano un negoziato di libero commercio
Secondo il Financial Times, già a Maggio di quest'anno, nel corso del summit UE - America Latina di Guadalajara, potrebbe nascere un nuovo accordo tra l'UE ed i paesi del Sud America che costituiscono l'alleanza del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, mentre Cile, Bolivia e Perù sono membri associati). Questo accordo potrebbe anche essere concluso entro l'anno. Secondo il commissario UE alle relazioni esterne Chris Patten ed il Ministro delgi Esteri brasiliano Celso Amorin esiste una "forte volontà politica" da entrembe le parti.
Un ammorbidimento delle posizioni europee sull'agricoltura, che rappresenta comunque il nodo maggiore da sciogliere per arrivare ad un accordo, sembra avere rilanciato quest negoziati, che sono da considerare anche nell'ottica del fallimento del recente meeting per il lancio dell'ALCA, l'accordo di libero scambio delle americhe. Anche se Bruxelles e Washington negano che esista una corsa per firmare accordi commerciali con il Sud America ed il Brasile afferma di negoziare con i due colossi sullo stesso piano, appare piuttosto netto un progressivo allontanamento del Sud America dagli USA  ed un corrispondente avvicinamento all'UE.
posted by tradewatch | 11:18 | commenti
martedì, 20 gennaio 2004
 
Per una migliore politica sui prodotti del latte in Europa
24 organizzazioni, tra le quali spicca la la CPE, il coordinamento contadino europeo, hanno presentato a Bruxelles una dichiaraizone comune in cui chiedono all’UE di abbandonare l’attuale politica sui prodotti caseari, causa di troppi surplus, della caduta del prezzo del latte, e responsabile di un dumping nei confronti di altri paesi, per iniziare una politica più sostenibile.
Oggi si sono tenute delle manifestazioni in contemporanea in Olanda e Francia, mentr la dichiarazionbe verrà consegnata domani a diversi Ministri dell’Agricoltura.


posted by tradewatch | 18:05 | commenti
lunedì, 19 gennaio 2004
 
Gli agricoltori Usa contro un accordo commerciale
Sul Financial Times di oggi, la notizia che il maggiore gruppo di pressione degli agricoltori, l'American Farm Bureau, ha deciso di sostenere futuri accordi commerciali unicamente se non danneggeranno i prodotti più delicati rispetto alle importazioni. Nel documento, passato con 204 voti a favore e 202 contro si legge che il sostegno verrà dato unicamente a accordi "che prevengano danni economici per i prodotti a rischio a causa delle importazioni... e che proteggano gli interessi commerciali e di sicurezza alimentare per gli Usa".
Il rappresentante dell'Indiana ha commentato che "stiamo diventando Europei" per criticare una decisione che da un chiaro segno del crescente protezionismo Usa, anche da parte di gruppi, come,gi agricoltori, storicamente a favore del libero commercio. Analogamente l'industria dello zucchero solo Giovedi scorso, in una lettera a Bush ha detto che si sarebbe "opposta con forza" ad un nuovo accordo di libero scambio con li Centro America, a meno che lgi Usa non ritirassero l'offerta di un aumento delle importazioni di zucchero da questi paesi.
Queste prese di posizione rappresentano una nuova complicaizone per Zoellick, che solo la settimana scorsa aveva dichiarato in una lettera a tutti i membri del Wto che è essenziale ridurre i sussidi e le tariffe sui prodotti agricoli per fare avanzare i negoziati". 
posted by tradewatch | 13:50 | commenti
 
Il Wto contesta le misure Usa sul commercio
La BBC News riporta l'avviso del Wto che chiede agli Stati Uniti di mantenere il proprio impegno per il libero commercio, come dichiarato negli annunci ufficiali. Un report del Wto solleva delle preoccupazioni sul deficit commerciale degli Usa, le nuove misure per la sicurezza, ed i sussidi per l'industria.
Diverse critiche sono anche mosse alle barriere commerciali che impediscono l'accesso ai mercati Usa, in particolare grazie a sussidi e tariffe a protezione dell'agricoltura, acciaio, tessile ed abbigliamento. Nella nota il Wto sottolinea anche come "il largo squilibrio della bilancia commerciale potrebbe portare ad un aumento delle pressioni protezionistiche".
Preoccupazioni anche rispetto al fatto che le nuove norme per la sicurezza possano ostacolare il commercio, come nel caso dell'obbligo di notifica e delle ispezioni sulle navi in arrivo negli Usa già nei porti stranieri, ma anche come i nuovi sussidi accordati alle compagnie aeree statunitensi dopo l'11 settembre.
posted by tradewatch | 10:38 | commenti
giovedì, 15 gennaio 2004
 
I produttori tessili europei vogliono tenere a freno la Cina
Secondo il Financial Times di oggi, l'industria tessile europea presenterà a breve una protesta ufficiale alla Commissione per adottare delle misure per frenare l'export cinese, a testimonianza delle crescenti preoccupazioni sulla crescita del gigante asiatico nel panorama comerciale globale. Meno di due mesi fa gli Usa hanno adottato delle misure per rallentare il commercio con la Cina, adottando delle restrizioni all'importazione nel campo tessile e dell'abbigliamento. Finora l'UE ha adottato un comportamento più prudente, ma la decisione è arrivata dopo che la settimana scorsa, le autorità cinesi hanno imposto delle tariffe fino al 55% sull'importazione di acciaio da cinque paesi asiatici, a testimonianza del crescente protezionismo di Pechino.
Secondo i produttori europei, l'ingresso della Cina nel mercato ha portato al crollo dei prezzi su alcuni prodotti fino al 75%.
posted by tradewatch | 12:11 | commenti
mercoledì, 14 gennaio 2004
 
Fishler e Lamy al Parlamento Europeo
Il Commisario all'agricoltura Fishler e quello al Commercio Lamy hanno riferito oggi al Parlamento europeo di Strasburgo sulle strategie per rilanciare i negoziati del Wto. Fishler ha chiarito che l'UE "non accetterà un quadro per le modalità negoziali ad ogni costo", ma che è necessario ripartire dall'esame dei sussidi distorsivi del mercato agricolo e considerare tutte le forme di aiuto all'export in agricoltura. Questa precisazione sembra rispondere direttamente alle richieste di Zoellick che proponeva di eliminare i sussidi all'export, mentre gli Usa utilizzano delle forme di aiuto che non classificano come sussidi, ma il cui effetto è del tutto simile.
Da parte sua, Lamy ha essenzialmente ripreso la posizione già pubblicata dalla Commissione UE lo scorso novembre, sottolinenando l'attuale "mancanza di flessibilità" al di fuori dell'UE e il fatto che la sifda principale è quella di accordarsi su delle modalità per il negoziato agricolo, le tariffe sui prodotti industriali e le Singapore Issues. Su quest'ultimo argomento, Lamy ha detto che i negoziati al momento procederanno unicamente su facilitaizoni al commercio e trasparenza negli appalti pubblici, anche se forse non tutti i membri del Wto avrebbero partecipato ad un accordo su queste tematiche, e quindi ribadendo un approccio opt-in / opt-out già bocciato dalla maggioranza dei membri del Wto al recente meeting di Ginevra.
posted by tradewatch | 10:21 | commenti
 
Reazione positiva di Bruxelles alla lettera di Zoellick
Secondo il Financial Times, l'UE saluta in modo molto favorevole l'iniziativa Usa per riprendere i negoziati Wto. La Commissione Europea ha inoltrato una risposta scritta a Zoellick, sottolineando come l'iniziativa del Rappresentante al Commercio Usa sia stata di "immenso valore". Un portavoce di Lamy ha addirittura avanzato l'ipotesi che sia ancora possibile concludere il round di negoziati entro la fine del 2004, la data inizialmente prevista ma che sembrava ormai irraggiungibile, dopo il fallimento di Cancun. I rappresentanti europei hanno anche detto di condividere l'idea di una progressiva eliminazione dei sussidi all'export in agricoltura, anche se hanno chiarito che sarebbe parimenti necessario guardare agli aiuti Usa. Questi ultimi formalmente non utilizzano sussidi all'export, anche se danno crediti ed agevolazioni per gli agricoltori che vogliono esportare e comprano i surplus dalgi agricoltori per poi girarli come aiuti alimentari.
posted by tradewatch | 10:20 | commenti
martedì, 13 gennaio 2004
 
Rinviata la dichiarazione per l'accordo di libero scambio delle americhe
Il Financial Times di oggi segnala che le forti divergenze riscontrate durante il Summit of the Americas la settimana scorsa hanno impedito il lancio dell'attesa dichiarazione comune sull'accordo di libero commercio delle americhe (ALCA o FTAA). Dopo l'incontro di Miami del novembre scorso, era infatti prevista per questo appuntamento una dichiarazione che confermasse il lancio dei negoziati per gennaio 2005.
Il Venezuela ha però respinto ogni accenno alla possibilità di menzionare l'accordo commerciale nella dichiarazione finale del summit, mentre il Brasile di Lula ha dichiarato di non accettare nessun accenno ad una scadenza per il lancio dei negoziati.
Allo stesso modo, la proposta del Venezuela per la creazione di un fondo per combattere la povertà nell'America Latina è stata respinta da Usa e Canada, che hanno sostenuto che esistono già dei meccanismi adeguati. I partecipanti hanno trovato delle difficoltà persino per un accordo sulla diminuzione delle commissioni bancarie per i migranti che spediscono i soldi in patria.
All'incontro hanno partecipato 34 dei 35 capi di Stato dei paesi delle Americhe, con "l'ovvia" esclusione di Fidel Castro.


posted by tradewatch | 17:48 | commenti
 
Reazioni caute ma positive all'iniziativa di Zoellick
Il Financial Times di oggi riprende le prime dichiarazioni dei paesi membri del Wto alla lettera inviata due giorni fa dal capo negoziatore degli Usa, il Rappresentante al Commercio Robert Zoellick. Diversi paesi hanno salutato positivamente la proposta di ravvivare i negoziati sul commercio, ma hanno anche dichiarato di avere bisogno di più tempo e che alcune questioni rimanevano aperte. Di particolare importanza le risposte in questa direzione di Brasile ed Australia, visto che i due paesi sono tra i maggiori esportatori di prodotti agricoli e guidano rispettivamente il gruppo dei G20 e il Cairns Group (gruppo che riunisce alcuni dei principali esportatori di prodotti agricoli). Si attende però, nel gruppo dei G20, la risposta dell'India, che come molti paesi del sud finora si era sempre opposta ad una eventuale apertura dei propri mercati agricoli.
Altrettanto importanti saranno le reazioni dei paesi meno sviluppati, in particolare alla richiesta di una nuova ed ulteriore liberalizzazione delle tariffe industriali, e la risposta europea. Se prima di Cancun Zoellick e Lamy sembravano infatti procedere all'unisono, le richieste contenute nella lettera di una eliminazione dei sussidi all'export in agricoltura e la proposta di abbandonare immediatamente almeno due dei quattro Singapore Issues (investimenti e concorrenza) sembrano concepite appositamente per isolare commercialmente l'UE. Anche il Giappone, che ha delle altissime barriere sui prodotti agricoli e che sperava di avere un giapponese alla guida del Wto (mentre Zoellick ha proposto nella lettera che questa carica fosse affidata ad un rappresentante di un paese in via di sviluppo) potrebbe reagire freddamente alle proposte Usa, anche se ancora non si conoscono risposte ufficiali.
posted by tradewatch | 17:47 | commenti
 
La lettera di Zoellick ai membri del Wto
E' disponibilie al link: http://www.crbm.org/modules.php?name=download&f=visit&lid=151 la lettera inviata ieri dal Rappresentante al Commercio degli Stati Uniti Robert Zoellick ai Ministri del Commercio dei paesi membri del Wto. Nella lettera si chiede a tutti i paesi di fare uno sforzo ed un passo in avanti per riavviare i negoziati. Viene esaminato lo stato delle cose a quattro mesi dal fallimento di Cancun e formulate alcune proposte. Da notare che se sembra comunque altamente improbabile potere pensare di chiudere questo round di negoziati entro l'anno, come originariamente previsto, questa lettera riapre la possibilità di organizzare una nuova conferenza ministeriale già nel 2004 ad Hong Kong.
Fino ad oggi, essenzialmente a causa delle elezioni presidenziali di Novembre negli stessi Usa, si pensava che qualunque decisione operativa sarebbe stata rimandata al 2005. Zoellick chiude invece la lettera dichiarando che "volevo dividere con voi le mie prospettive su come fare del 2004 un anno che superi le aspettative ed i risultati per la Doha Development Agenda".
posted by tradewatch | 12:34 | commenti
lunedì, 12 gennaio 2004
 
L'UE chiede al Wto di combattere la corruzione
Il Commissario Europeo al Commercio Pascal Lamy ha dichiarato ieri che l'UE intende esapndere l'agenda del Wto per includere misure anti-corruzione, e si è augurato che altri paesi facciano altrettanto: "se facciamo in modo che altri ci seguano, avremo fatto un grande passo in avanti nel rendere la lotta alla corruzione un obiettivo esplicito, anzichè implicito, del Wto". Queste proposte vanno al di là di quelle già presentate che chiedevano di discutere la trasparenza negli appalti pubblici all'interno del Wto, come una delle quattro Singapore Issues. Visti i numerosi tentativi, sinora infruttuosi, di includere queste tematiche nella già stracarica agenda del Wto, rimane il dubbio che questa proposta non sia che un modo per riproporre sotto altra forma almeno una delle quattro New Issues, alle quali la quasi totalità dei paesi del Sud si è finora opposta.
posted by tradewatch | 16:54 | commenti
 
Gli Usa cercano di ravviare i negoziati Wto
Il Rappresentante al Commercio degli Usa Robert Zoellick, in visita a Manila, ha chiesto ai membri del Wto di aumentare gli sofrzi per cercare di riprendere i negoziati. In una lettera che dovrebbe essere spedita oggi ai quasi 150 paesi membri, gli Stati Uniti si dicono pronti a fare "seri sforzi perchè in negoziati vadano avanti". Secondo Zoellick nessun accordo commerciale potrà essere raggiunto se prima non vengono eliminati i sussidi all'export in agricoltura, una dichiarazione che sembra fatta per mettere in difficoltà l'UE. Un dirigente vicino a Zoellick ha detto che "la lettera suggerisce che il Wto debba concentrarsi sugli aspetti di base come agricoltura, prodotti e servizi". Anche questa dichiarazione sembra quindi ipotizzare che anche gli Usa spingerebbero per eliminare i New Issues dall'agenda del Wto pur di fare partire i negoziati, ed isolando ancora maggiormente l'UE ed il Commissario Lamy in particolare.
Zoellick ha chiesto ai Ministri del Commercio degli stati membri del Wto di mettersi d'accordo entro la metà del 2004 su una data per fare ripartire i negoziati dopo il fallimento di Cancun. A questo punto risalgono le probabilità di vedere una nuova riunione Ministeriale ad Hong Kong già nello stesso 2004.
Con le elezioni presidenziali a Novemre, in pochi avrebbero pensato ad un reale passoin avanti degli Usa in questo anno, anche perchè la politica commerciale sembrava concentrarsi su accordi bilaterali come quelli con il Sud Africa, l'Amercia Centrale, l'Australia ed il Marocco. Zoellick ha invece dichiarato al Financial Times che: "vogliamo essere sicuri che la gente capisca che non solo non voltiamo le spalle al commercio globale ed all'Agenda di Doha, ma che anzi lo mettiamo davanti a noi ed in posizione centrale".

posted by tradewatch | 11:55 | commenti
 
Lamy in India il 19 Gennaio (ma non per il Social Forum...)
Nel tentativo di superare il blocco dei negoziati internazionali sul commercio, il Commissario Europeo Pascal Lamy sarà nei prossimi giorni in India, dove incontrerà tra gli altri il Ministro del Commercio Arun Jaitley e rappresentanti della Confederazione degli industriali indiani. Il viaggio dovrebbe poi proseguire in Bangladesh e Indonesia.
Ricordiamo che rimangono molto profonde le differenze di vedute su molte tematiche attinenti al Wto tra l'UE e l'India. In primo luogo sui New Issues, fortemente voluti dall'UE e altrettanto duramente respinti dall'India (e da quasi tutti gli altri paesi in via di sviluppo), ma anche sulle misure anti-dumping indiane criticate dall'Europa assieme alle tasse doganali su vini e liquori, mentre l'India vorrebbe aumentare le sue esportazioni di riso ed altri prodotti (ad esempio whisky). Più in generale, su molte questioni agricole i due contendenti sembrano al momento attuale agli antipodi.
posted by tradewatch | 11:37 | commenti
venerdì, 09 gennaio 2004
 
Confermata la mini ministeriale di Davos, Lamy assente
l'Agence Europe riporta la conferma dell'organizzazione di una miniministeriale del Wto a Davos, il prossimo 23 gennaio. Questa riunione avverrà in parallelo al World Economic Forum, in programma negli stessi giorni nella località svizzera. Si tratta della prima miniministeriale dopo Cancun, e sono stati invitati solo 30 dei 148 paesi membri del Wto. Alla riunione saranno presenti il Direttore Generale del Wto Supachaï Panichpakdi e rappresentanti tra gli altri dell'Unione Europea, Usa, Giappone, Cina, Brasile, India, mentre "come al solito" la maggioranza dei paesi del sud non potrà partecipare. La maggior parte dei paesi parteciperà con il proprio Ministro del Commercio, ma spicca l'annuncio dell'assenza del Commissario Europeo al Commercio Pascal Lamy, che secondo alcune fonti sarà in quei giorni in visita ufficiale in India e Bangladesh.
posted by tradewatch | 16:58 | commenti
 
L'Inghilterra chiede aiuto alla Cina per riavviare i negoziati Wto
Il Ministro inglese per il commercio, Patricia Hewitt, ha chiesto alla Cina di aumentare gli sforzi per riportare il Doha round sui binari, ed ha sottolineato che il crescente protezionismo degli Usa potrebbe significare l'impossibilità di ottenere risultati significativi quest' anno. "La Cina ha una grande opportunità di aiutare a modellare il sistema commerciale... speriamo che la Cina metta il suo impegno e la sua forza dietro i negoziati per assicuare un successo", ha dichiarato il Ministro durante una visita a Pechino.
posted by tradewatch | 14:05 | commenti
 
India, Brasile e Sud Africa sempre più uniti 
In un recente incontro, rappresentanti governativi dei tre paesi hanno dichiarato di volere espandere la loro cooperazione ad altri temi legati al Wto, come ad esempio i temi di Singapore. Ricordiamo che questi tre paesi sono tra i promotori del G21 il gruppo di 21 paesi del sud che in vista di Cancun aveva formato un'allenaze sui temi dell'agricoltura.
In occasione di un meeting di India, Brasile e Sud Africa (IBSA) i tre paesi hanno anche detto di volere collaborare per un piano di riduzione della povertà e sviluppo economico. Secondo i promotori, questa cooperazione rappresenta un importante passo in avanti nei rapporti sud-sud e potrebbe sfociare in un accordo di libero scambio tra i tre.
posted by tradewatch | 13:28 | commenti
 
Nessuna Conferenza Ministeriale al Wto quest'anno secondo gli inglesi
Una ulteriore conferma del fatto che la scadenza del 1/01/2005 per il completamento del Doha round non sarà rispettata viene dal Ministro del Commercio Intenrazionale della Gran Bretagna, Mike O' Brien. Il Ministro ha dichiarato ieri che "la prossima Ministeriale di Hong Kong ha poche possibilità di svolgersi prima dell'anno prossimo, considerando le elezioni presidenziali Usa, e la scadenza per il comlpetamento del Doha Round dovrà essere spostata".
posted by tradewatch | 11:15 | commenti
giovedì, 08 gennaio 2004
 
Stiglitz: il NAFTA ha fallito
Il premio Nobel per l'economia ed ex direttore della Banca Mondiale Joseph Stiglitz, in una intervista di ieri al New York Times, ha dichiarato che a dieci anni dalla sua controversa creazione, il NAFTA (North American Free Trade Agreement), ovvero l'accordo di libero scambio tra Usa, Canada e Messico, ha fallito. Ha fallito in pirmo luogo nel creare una crescita economica in Messico, o nel diminuire il gap tra questo paese e gli Usa. La diminuzione della differenza di reddito tra i due paesi era uno dei principali obiettivi dichiarati alla firma del NAFTA, mentre dal 1994 ad oggi questa differenza è aumentata di oltre il 10%. 
L'economista ha messo in guardia i paesi dell'America Latina sulle conseguenze dei trattati commerciali con gli Usa: "mentre i paesi sviluppati rifiutano di discutere di tagli sulle tariffe, chiedono agli altri paesi di compromettere le loro sovranità nazionali".
Stiglitz ha aggiunto che gli ingiusti trattati sul commercio nelle americhe (come il NAFTA ma anche l'ALCA o FTAA) minacciano sia la prosperità sia la sicurezza nella regione: "già oggi il modo in cui gli Usa stanno ricattando i paesi deboli dell'America centrale e del sud per fare loro accettare le sue condizioni sta generando un risentimento enorme. Se questi trattati commerciali non daranno risultati migliori per loro di quanto ha fatto il NAFTA per il Messico, allora sia la pace sia la prosperità nell'emisfero saranno a rischio".
posted by tradewatch | 11:39 | commenti
mercoledì, 07 gennaio 2004
 
Il Wto al Parlamento Europeo
La comunicazione della Commissione circa la posizione negoziale europea nel Wto, presentata il 26 novembre e approvata dal Consiglio l'8 di dicembre, verrà discussa dal Parlamento Europeo in sessioneplenaria il prossimo 13 gennaio. Secondo il sito del Parlamento, le mozioni dovrebbero essere depositate entro l'8 e gli emendamenti entro lunedi 12. Secondo alcune fonti, però, il 13 non dovrebbe essere assunta nessuna risoluzione, ma si svolgerà unicamente il dibattito.
posted by tradewatch | 12:33 | commenti
 

In Svizzera il prossimo incontro "MINI-MINISTERIALE' del WTO
A Davos, notissima località alpina svizzera, sede degli incontri annuali dell'World Economic Forume, il 23 gennaio si svolgera' il primo incontro mini-ministeriale del 2004 .
Questo tipo di incontri, ovviamente informale, riunisce una ristretta cerchia di paesi membri nel tentativo di risolvere i vari problemi all'ordine del giorno dell'organizzazione ginevrina.
L'incontro svizzero stabilirà il programma di lavoro dell'Organizzazione mondiale del commercio per il 2004, con particolare attenzione al futuro del Doha round, rimasto agonizzante anche dopo il genereal Council del 15/15 dicembre scorso.





posted by tradewatch | 12:02 | commenti